Imu, dopo quanti giorni di proprietà deve essere corrisposta

L’Imu è un’imposta onerosa che può cogliere di sorpresa in caso di eredità. Per questo motivo molti cercano di vendere l’immobile prima della sua decorrenza.

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L’imposta municipale unica (Imu) o imposta municipale propria è una tassa del sistema tributario italiano. Questa è da considerarsi un’imposta diretta di tipo patrimoniale, dal momento che è applicata sulla componente immobiliare del patrimonio.

Spesso nel caso in cui si erediti un appartamento all’improvviso, si vorrebbe venderlo al più presto, prima della decorrenza dell’Imu. Su questo punto, però, la regolamentazione vigente è molto precisa. L’art. 1, comma 761 della Legge 160 del 2019 sancisce che l’imposta diventi attuativa nel momento in cui si è entrati in possesso dell’immobile per un numero di giorni pari alla metà di un mese.

Riuscire a chiudere una vendita in soli 15 giorni è molto improbabile. Per tale ragione, quindi, sarà necessario corrispondere l’Imu. L’unica consolazione è che questa imposta si paga per periodi pari a un mese o multipli. Perciò, se l’immobile ereditato è venduto in quattro mesi, la tassa dovrà essere corrisposta solo per quattro mesi.

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Imu, come calcolare l’importo dovuto

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Nel caso sopraindicato, la cifra dell’Imu sull’immobile andrà calcolata per un intero anno e poi divisa per 12. Una volta ottenuta in questo modo la quota mensile sarà sufficiente moltiplicarla per il periodo di possesso. Se come nel caso di prima, per riuscire a vendere sono stati necessari 4 mesi si moltiplicherà la quota mensile per 4.

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Capita speso che le amministrazioni non contestino in modo rapido il mancato pagamento delle imposte. Può accadere, infatti, che il Comune non abbia più il diritto di riscuotere tale tassa. Nello, specifico, la prescrizione è fissata a 5 anni dal 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui doveva essere corrisposto il versamento.