Pace fiscale, governo al lavoro sul nuovo decreto: cosa prevede

Pace Fiscale, la settimana del governo Draghi inizia con la possibilità di varare una nuova sospensione delle cartelle esattoriali. 

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L’inizio di questa settimana potrebbe rivelarsi particolarmente significativo per il governo Draghi.

Dovrebbe infatti arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri il nuovo decreto sulla pace fiscale. Si tratta di una misura che prevede il saldo e lo stralcio delle cartelle esattoriali che rientrano sotto il tetto massimo di 5 mila euro inviate dopo il 2015 e la rottamazione di molte altre pendenze dei contribuenti nei confronti del fisco. Bisogna precisare che si tratta in realtà di un provvedimento che era già stato prorogato nello scorso Decreto Ristori.

La sospensione è scaduta in questi giorni, e a riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un comunicato sul proprio sito ufficiale in cui ha informato i contribuenti del fatto che “se il pagamento avverrà oltre i termini previsti o per importi parziali, la misura agevolativa non si perfezionerà e i versamenti effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute”. 

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Pace Fiscale, al vaglio dell’Agenzia delle Entrate cartelle esattoriali per oltre un miliardo di euro

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La tolleranza per completare questi pagamenti è di circa cinque giorni anche se il varo di una nuova pace fiscale potrebbe cambiare considerevolmente la situazione. L’ipotesi infatti è che venga inserita all’interno del nuovo decreto una nuova proroga per i piani di rottamazione già in corso. Una mossa che servirebbe anche a snellire e rendere più agevole il lavoro dell’Agenzia delle Entrate che si ritrova a dover gestire al momento tantissime cartelle esattoriali, per un valore complessivo che supera il miliardo di euro.

La rottamazione di queste, laddove questa nuova pace fiscale fosse approvata, consisterà nel saldo completo delle pendenze con il fisco, senza però che a questa somma vengano aggiunte dallo Stato gli interessi e le sanzioni dovute. 

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Con questo nuovo decreto inoltre, sembra che il nuovo premier Mario Draghi intenda tracciare una netta distinzione rispetto alla scorsa legislatura anche in termini semantici. Non si parlerà più di ristori, a partire dal nome del decreto che verrà invece denominato “Dl Sostegno”. E i bonus varati dal precedente esecutivo per sostenere la popolazione verrano rivisti per intero.