I NAS hanno sequestrato 6 milioni di mascherine nell’ambito di un’inchiesta per truffa. I prodotti non erano conformi.

Truffa delle mascherine cinesi, sequestrati 6 milioni di pezzi
Truffa delle mascherine cinesi, sequestrati 6 milioni di pezzi (foto: pixabay)

6 milioni di mascherine con certificati di conformità contraffatti sono stati sequestrati dai NAS. I prodotti, di origine cinese, erano classificati come mascherine FFP2 e FFP3.

Leggi anche: Antitrust, avviata inchiesta sulle mascherine U-Mask

Mascherine cinesi: la truffa delle certificazioni

Truffa delle mascherine cinesi, sequestrati 6 milioni di pezzi
Truffa delle mascherine cinesi, sequestrati 6 milioni di pezzi (foto: pixabay)

I prodotti importati in Italia, in totale 553 milioni di pezzi, sono stati distribuiti e utilizzati in moltissimi luoghi, compresi quelli più critici come per esempio gli ospedali. L’indagine per truffa dei NAS ha coperto però che circa 55 milioni dei dispositivi importati, il 10 % del totale, non era in realtà conforme alla normativa e non aveva il potere filtrante dichiarato. In alcuni casi, addirittura, il potere filtrante era praticamente nullo con serio rischio per la salute dei cittadini e degli operatori.

Ma come è stato possibile per queste mascherine non conformi arrivare sul mercato in Italia?

Durante le prime fasi della lotta alla pandemia, quando i dispositivi di protezione individuale non erano facilmente reperibili, il Governo decise di permettere l’importazione di mascherine dalla Cina anche se sprovviste del marchio CE di conformità alle direttive europee.

Per la certificazione dei prodotti, al fine di snellire e sveltire la procedura, si permise l’importazione di mascherine prodotte all’estero purchè avessero una certificazione equivalente redatta da un laboratorio o da un istituto nel luogo di produzione. Questa concessione ha messo quindi in moto una vera e propria truffa. A fronte di produttori seri che hanno fatto controllare le proprie mascherine da enti registrati, alcuni spregiudicati hanno falsificato le certificazioni e inondato il mercato italiano di mascherine di qualità scadente.

Anche il Governo è caduto nella truffa delle mascherine contraffatte e Invitalia ha dovuto rescindere un contratto con una società che aveva già consegnato 11 milioni di dispositivi, 5 milioni dei quali erano già stati distribuiti.

Un altro controllo ha coinvolto le mascherine di un contratto stipulato tra tre ditte cinesi e la Protezione Civile con mascherine prive dei requisiti minimi che sono finite in alcuni ospedali.

Leggi anche: Protezioni Covid, quali detrarre dalle tasse della dichiarazione dei redditi

Purtroppo a occhio nudo non è possibile riconoscere una mascherina valida da una contraffatta ma nel caso si abbiano dei dubbi è bene segnalare al negozio in cui la mascherina è stata acquistata per far partire poi eventuali controlli.