La NASA è alla ricerca di un modo per far respirare ossigeno agli astronauti su Marte. Ora la risposta potrebbe venire da uno studio sui cianobatteri condotti da un laboratori odi microbiologia spaziale.

NASA, così gli astronauti respireranno su Marte
NASA, così gli astronauti respireranno su Marte (foto: Pixabay)

Una ricerca condotta da un gruppo di microbiologi mostra come sia possibile produrre ossigeno su Marte, permettendo così agli astronauti che si muoveranno in futuro sul pianeta rosso di respirare ed essere autosufficienti.

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NASA: ossigeno a partire dai batteri

NASA, così gli astronauti respireranno su Marte
NASA, così gli astronauti respireranno su Marte (foto: Pixabay)

Sono i cianobatteri Anabaena, forse, la chiave per cominciare a pensare a un futuro umano su Marte. In uno studio condotto da un gruppo di microbiologi spaziali, con a capo Cyprien Verseux, hanno messo a punto un sistema che si chiama Atmos: Atmosphere Terster for Mars-bound Organic System.

Atmos è un bioreattore in cui gli scienziati sono riusciti a coltivare artificialmente i cianobatteri Anabaena a bassa pressione. La pressione atmosferica del pianeta rosso è diverta da quella della Terra ed è un elemento da tenere in considerazione nei progetti e negli esperimenti che riguardano la vita su Marte.

I cianobatteri sono da tempo al centro di studi per portare la vita, a lungo termine, su Marte: questi batteri infatti producono ossigeno tramite la fotosintesi e alcuni fissano l’azoto atmosferico nei nutrienti. Ma finora c’era stato un problema con la pressione atmosferica: su Marte essa è infatti di gran lunga inferiore a quella sperimentata sulla Terra e questo non permetteva la crescita dei batteri.

Con Atmos, gli scienziati del gruppo di Verseux sono riusciti a coltivare i cianobatteri sfruttando quello che Marte ha da offrire, pressione compresa. Sono stati quindi cresciuti a base di azoto e anidride carbonica, presenti sul pianeta, ipotizzando di poter usare anche l’acqua ghiacciata che si trova su Marte. Elemento in più sarebbe la “regolite”: questa polvere, che ricopre il pianeta è infatti ricca di sostanze nutritive quali zolfo, calcio e fosforo.

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L’esperimento con Atmos e i cianobatteri non si è fermato solo alla produzione di questi ultimi ma ha verificato se i batteri cresciuti in questa atmosfera sperimentale fossero poi in grado di essere usati per far crescere altri batteri. Sono stati quindi essiccati, macinati e usati come substrato per una coltura di Escherichia coli. I batteri si sono sviluppati con successo, dimostrando che quella dei cianobatteri può essere una buona base per passare alla coltivazione di forme di vita più complesse.

Trovare sistemi per coltivare la vita su Marte è la chiave per poter un domani stabilire una colonia sul pianeta: la distanza dalla Terra non permette, infatti, con le tecnologie di cui disponiamo ora di fare viaggi di rifornimento. Tutto ciò di cui gli astronauti dovranno avere bisogno deve quindi venire dal pianeta rosso stesso. Per questo motivo la NASA è particolarmente interessata al progetto Atmos per i suoi uomini su Marte.