Tesla ha subito un furto informatico che ha messo l’azienda in seria difficoltà. Trafugati centinaia di idee e segreti commerciali. Il comunicato dell’azienda. 

Migliaia di file rubati. Al loro interno, tantissimi segreti commerciali e soluzioni tecnologiche che hanno richiesto anni per essere progettati e realizzati. Un colpo molto duro per Tesla, l’azienda fondata da Elon Musk, arrivato oltretutto in quello che è il periodo finanziariamente più florido dalla sua fondazione.

Anche perché, si è trattato di un furto che ha inevitabilmente messo in dubbio anche la capacità di Musk di garantire la sicurezza dell’intera infrastruttura informatica. E adesso, Tesla ha apertamente accusato uno dei suoi dipendenti di essere il responsabile di questo crimine, denunciandolo alle autorità.

L’uomo si chiama Alex Khatilov e ha lavorato fino ad adesso come ingegnere informatico all’interno dell’azienda. 

Leggi anche: Tesla, in arrivo l’inverter solare per impianti fotovoltaici

Tesla, la nota pubblicata dall’azienda per denunciare Khatilov

Tesla
Pixabay

Nella nota pubblicata da Tesla, in cui si sono fornite le motivazione che hanno portato a questa denuncia, si legge che “entro tre giorni dall’assunzione da parte di Tesla, l’imputato ha rubato sfacciatamente migliaia di computer script contenenti segreti commerciali che hanno richiesto anni a Tesla per essere sviluppati. Poi ha mentito al riguardo e ha cercato di cancellare le prove del suo furto di fronte al team di sicurezza di Tesla“.

L’azienda di Elon Musk ha in seguito specificato come tra i file rubati, vi sia un particolare codice software la cui realizzazione ha richiesto anni di studio e di lavoro. 

Leggi anche: Tesla, la società di Elon Musk abbatte la concorrenza

Khatilov però nega ogni tipo di accusa, e ha fornito la sua versione dei fatti in un’intervista concessa al New York Times. L’uomo ha raccontato di aver scaricato quei file su ordine dell’azienda: “Lavoro da circa vent’anni in questo settore e so di cosa trattano i documenti sensibili e non ho mai, mai provato ad accedere a nessuno di questi o a rubarli”.