Agenzia entrate cartelle esattoriali
Pixabay

Ernesto Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha suggerito di cancellare le vecchie cartelle esattoriali in modo da avere un fisco più efficiente e semplice.

La proposta di Ernesto Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, è quella di eliminare dalla lista delle cartelle esattoriali quelle più vecchie ormai inesigibili. In questo modo ci si potrebbe concentrare maggiormente sulla lotta all’evasione fiscale che ammonta a circa 107 miliardi l’anno di minori entrate, comprese quelle contributive.

È quanto emerso nel corso nell’audizione alle commissioni Finanze e Bilancio di Camera e Senato, che hanno dato il via a un ciclo di riunioni di approfondimento legate alla riforma del fisco che l’esecutivo ha programmato per quest’anno.

Le commissioni prima di ascoltare l’intervento di Ernesto Ruffini, che ha sottolineato più volte la necessità di semplificare il sistema – proponendo l’idea di un Testo unico delle norme fiscali -, hanno partecipato alla discussione di Giacomo Ricotti, Capo del Servizio Assistenza e consulenza fiscale per la Banca d’Italia. Quest’ultimo ha suggerito di spostare il carico fiscale dai fattori della produzione, capitale e soprattutto lavoro, al consumo e ai patrimoni. Per realizzare tale misura sarà necessaria la riforma del catasto, con l’adeguamento delle rendite ai valori di mercato.

Leggi anche: Cartelle esattoriali, rottamazione con saldo e stralcio: chi ne ha diritto

Agenzia delle Entrate, cartelle esattoriali e fisco

Agenzia entrate cartelle esattoriali
Pixabay

Secondo Ruffini, qualunque sia la riforma del fisco che il governo deciderà di attuare, dovrà essere “operativamente semplice e trasparente”. Le ipotesi presentate sono le più disparate: dal sistema tedesco di aliquota continua alla revisione delle aliquote e degli scaglioni Irpef.

Leggi anche: Rottamazione cartelle esattoriali, scontati solo interessi e sanzioni

Ruffini ha poi battuto anche sulla sua proposta di tassazione per cassa per le partite Iva. Questa misura permetterebbe di superare il sistema di saldi e acconti per andare verso un prelievo commisurato alla differenza effettiva tra incassi e spese.