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Molte madri sono detenute in carcere e insieme a loro i figli. Una situazione inaccettabile per le associazioni che hanno chiesto al governo di intervenire. 

Le associazioni Cittadinanza Attiva, A Roma Insieme-Leda Colombini e Terre des Hommes hanno richiesto, attraverso un emendamento contenuto nella nuova Legge di Bilancio, l’istituzione di un fondo che possa garantire le risorse necessarie a concedere alle madri che si trovano attualmente detenuti negli istituti penitenziari del territorio, il trasferimento insieme ai figli in case famiglia o comunità di alloggio.

Attualmente, secondo gli ultimi dati diramati dal Ministero della Giustizia ci sono 33 madri detenute nell’intero circuito penitenziario con 33 figli a carico. Alcuni di questi bambini vengono ospitati dalla sezione nido della case circondariali mentre i restanti all’interno degli Icam, gli Istituti a custodia attenuata. Una situazione intollerabile secondo Cittadinanzattiva che sottolinea in primo luogo come “la presenza di bambini nelle strutture detentive costituisce un gravissimo paradosso del nostro sistema, che ne compromette la salute psico-fisica in un’età centrale per il loro sviluppo, per di più l’attuale emergenza sanitaria li espone ad ulteriori rischi per la salute”. 

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Le associazioni: “Soluzione affinché non ci siano più bambini nelle carceri italiane”

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È dunque necessario e moralmente doveroso, secondo le associazioni promotrici di questo emendamento che il governo si occupi al più presto di questo problema e trovi una soluzioni per consentire che i figli smettano di scontare le colpe dei loro genitori restando con loro all’interno delle strutture detentive.

Nella ferma convinzione che “esistano soluzioni di buon senso e percorribili anche nell’immediato perché nelle carceri italiane non ci siano più bambini. L’accoglimento della nostra proposta rappresenterebbe una prima risposta concreta al problema, e sarebbe indicativa di una chiara e decisa volontà politica di farsene carico con l’adozione di misure efficaci e di sistema”.

Questa proposta inserita all’interno della Legge di Bilancio ha trovato un sostegno trasversale da parte delle più diverse forze politiche, e la speranza adesso per Cittadinanzattiva è che questa “sia finalmente l’occasione per restituire necessaria centralità alla tutela della salute dei piccoli finora detenuti in carcere assieme alle loro madri”.