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La Banca Mondiale ha previsto che la crescita economica globale sarà leggermente più veloce rispetto al 2019. Di quanto? Lo 0,1% in più, passando dal 2,4% dello scorso anno al 2,5%. Questo dato “positivo” sarà una diretta conseguenza della ripresa in alcuni Paesi emergenti e in via di sviluppo, mentre la crescita sarà più lenta negli USA e in altri Paesi.

Il 2019 è stato un anno travagliato, in cui la crescita è stata la più lenta dalla crisi finanziaria fino ad oggi. Le moderate previsioni positive per il 2020 non dissipano le nuvole che minacciano l’economia globale. Tutto dipenderà dai Paesi emergenti e dalla loro capacità di sviluppo. India, Brasile, Messico e Turchia dovrebbero rialzare la testa dopo un anno passato nella totale quiescenza. L’economia dell’Argentina continuerà a contrarsi, ma in misura minore rispetto agli ultimi due anni.

Le previsioni sulla crescita in Iran sono incerte, con le recenti tensioni politiche che potrebbero minacciarla concretamente. La Banca Mondiale, in questo, vede degli enormi rischi, con conseguenze sull’economia ben più vaste. In effetti, nel rapporto redatto dall’istituto finanziario c’è scritto che “l’interruzione della produzione di petrolio saudita a metà settembre evidenzia il potenziale di nuove tensioni in Medio Oriente”.

Franziska Ohnsorge, economista della Banca mondiale e uno degli autori del rapporto, ha affermato: “Questi problemi potrebbero alimentare le economie emergenti e in via di sviluppo attraverso un aumento dei prezzi del petrolio”. Se così fosse, il rischio di una recessione globale sarebbe concreto, come d’altronde è già accaduto in passato quanto alcuni problemi in Medio Oriente causarono l’aumento dei prezzi del greggio.