Insegnanti, personale Ata e più in generale dipendenti scolastici si ritroveranno una busta paga leggermente più alta nel mese di febbraio. La ragione? Nella prossima busta paga confluiranno gli arretrati dell’elemento perequativo di gennaio.

A spiegare bene come stanno le cose è il portale NoiPa. “Nel cedolino delle competenze di febbraio 2019 verranno riportate le somme relative alla proroga dell’elemento perequativo una tantum che è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2019. Tali somme saranno comprensive degli arretrati non erogati nel mese di gennaio. L’elaborazione ha riguardato una platea di circa 982.000 dipendenti per una spesa complessiva di 13 milioni e 400mila euro”.

Merito di una misura introdotta dal governo Gentiloni. In particolare, l’elemento perequaitvo è stato messo in campo dal governo a trazione Pd con l’obiettivo di dare una mano ai redditi più bassi. Si tratta quindi di una voce che riguarda appositamentequesto obiettivo e che è stata introdotta per fare in modo che anche il personale della scuola potesse ottenere quegli 85 euro medi di aumento promessi con il rinnovo del contratto.

L’aumento della retribuzione tabellare, per un valore percentuale del 3,48%, ha riguardato tutti i dipendenti pubblici, ma di fatto ha tagliato fuori dal suo campo di applicazione coloro i quali non percepiscono stipendi elevati. Per questa ragione è stato introdotto l’elemento perequativo, il cui importo medio, al 31 dicembre 2018, oscillava tra i 15 e i 20 euro.

Per identificare questa voce senza particolari problemi e con una certa velocità basta andare sul sito NoiPa, accedere all’area riservata, cliccare sulla voce “consultazione pagamenti” e inserire il mese e l’anno di interesse.