Agenzia delle Entrate, agli eredi spetta anche questa cifra dallo Stato

Dopo qualche anno dal decesso del parente, agli eredi potrà spettare un “risarcimento” da parte dello Stato per questo motivo. Vediamo quale

Eredità
Eredità successione (Foto Adobe)

Quando sopraggiunge la morte di un coniuge o di un parente, si apre per i legami familiari un periodo non certo facile e a tratti contraddittorio: il tempo del doloro e più profanamente, la fase della successione dei beni. Questo passaggio comporta obblighi fiscali e tributari precisi da parte degli eredi, i quali – definendosi tali – hanno accettato l’eredità.

Gli eredi sono chiamati a rispondere personalmente del patrimonio del caro estinto; infatti debbono affrontare tutti gli adempimenti, in qualità di contribuente, spettanti al parente quando era in vita, a partire dalla presentazione del modello 730 della dichiarazione dei redditi. L’accettazione del lascito patrimoniale comporta pertanto una responsabilità, da parte degli eredi, a qualsiasi titolo, non ultimo a rispondere personalmente in presenza di debiti del defunto.

Agenzia delle Entrate, un indennizzo agli eredi per i ritardi dello Stato

Eredità successione
Successione (Foto Adobe)

Eppure in una vita intera si può annodare una rete di rapporti economici di cui i successori non possono esserne a conoscenza; l’esatta entità dei beni, nel suo complesso, può comprendere risparmi, polizze assicurative e investimenti. Ma se il defunto è un lavoratore, l’erede ha l’opportunità di richiedere persino il TFR. Non solo. Inoltre, sappiamo che un soggetto potrebbe lasciare questa terra avendo a suo carico un processo.

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Taluni cause richiedono sovente tempi che vanno oltre ogni limite di ragionevolezza. Per questo, una recente legge, la legge Pinto, riconosce ai superstiti un indennizzo che si unisce ai diritti ereditabili. Si tratta di un indennità, erogata dall’Agenzia delle Entrate, per danni patrimoniali e non patrimoniali patiti, nel caso un processo si protragga oltre i 3 anni – per il primo grado – ritenuti un periodo congruo. Questo superamento viola l’art.6 della CEDU e l’art.111 della Costituzione.

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Il riconoscimento è automatico; ma se gli eredi richiedono autonomamente l’indennizzo l’importo sarà condizionato dall’attivazione di un processo in qualità di successore processuale o in quanto soggetto riassunto nel processo. L’indennità, infatti, è generata da due periodi pregiudizievoli: quello subito dal de cuius e la durata oltremisura subita dall’erede. La regolarità di almeno uno dei due periodi fa sì che l’indennizzo non sia più dovuto.