Novità digitale terrestre: cosa succederà quest’estate

Sarà un’estate piuttosto calda per quello che riguarda il digitale terrestre con il passaggio alla nuova codifica delle ultime regioni che ancora mancano all’appello

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Digitale terrestre, come sarà l’estate (foto Unsplash)

Si è da poco concluso il percorso di refarming della cosiddetta Area 4 che comprendeva la fascia adriatica dalle Marche e giù fino alla Sicilia. Mancano ancora cinque regioni per cui il processo è iniziato e dovrà necessariamente concludersi questa estate.

Si tratta della cosiddetta Area 1B che è stata individuata nell’area compresa che va dalla Liguria giù fino alla Campania e comprende quindi Toscana, Umbria e Lazio.

Nuovo digitale terrestre, come sarà l’estate

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Digitale terrestre, come sarà l’estate (foto Unsplash)

Ormai abbiamo imparato perché la TV in Italia sta modificando i propri sistemi di trasmissione. Ci stiamo tutti preparando non solo a liberare la banda dei 700 MHz per permettere un ulteriore sviluppo e una diffusione maggiore della tecnologia del 5G per gli smartphone ma anche a una ottimizzazione delle trasmissioni radiotelevisive con l’introduzione del DVB-T2, ovvero la nuova generazione della piattaforma europea del digitale terrestre.

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Entro la fine di giugno dovremo aver portato a termine le principali operazioni di riassegnazione delle frequenze in tutto il nostro Paese. Per ora questa operazione si è conclusa in quattro delle cinque aree in cui è stato suddiviso il nostro Paese. L’estate sarà il momento più importante per l’area che va dalla Liguria fino alla Campania. Gli abitanti di Lazio e Campania, che rientrano nella fascia 1B, hanno probabilmente in parte già sperimentato diversi cambiamenti nelle trasmissioni.

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I ripetitori, infatti, che si trovano magari a ridosso delle aree di confine tra le regioni, sono stati aggiornati e quindi alcuni utenti sono già passati al nuovo digitale terrestre. Per gli utenti che ancora mancano, utto dovrà concludersi entro il 30 giugno, data fissata per la conclusione delle principali operazioni. Ma non ci sarà, questo è chiarito anche dal sito ufficiale approntato dal Ministero dello Sviluppo Economico, una completa e repentina dismissione del sistema di trasmissione mpeg2. Nel corso di tutta l’estate di quest’anno e fino a dicembre 2022, le emittenti avranno modo di adeguarsi lentamente ai nuovi standard trovando soluzioni per continuare a trasmettere. Ad avere più tempo saranno così soprattutto le emittenti locali, che rischiano di chiudere.