Il biologico è l’unica strada per il nostro futuro sul pianeta

Si è tenuto lo scorso 10 maggio a Roma un importante convegno dal titolo “È l’ora dell’agricoltura bio”, una risorsa strategica per uscire dalla crisi in cui Federbio ha ribadito l’importanza dell’implementazione di modelli di agricoltura biologica anche per preservare la salute nostra e dell’ambiente

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Il biologico è la vera strada del futuro (foto Adobe)

L’intervento di Mariagrazia Mammuccini presidente di Federbio prende le mosse anche da una recente intervista al CEO della società svizzera (ma gestita da un gruppo cinese) Syngenta, uno dei colossi della produzione di pesticidi e dei semi geneticamente modificati. In quella intervista rilasciata alla testata svizzera NZZ am Sonntag, Erik Fyrwald dichiara infatti che per far fronte alla crisi alimentare globale occorre che i Paesi sviluppati aumentino la propria produzione e di conseguenza abbandonino qualunque sogno di agricoltura biologica. Il CEO di Syngenta è arrivato anche a dichiarare che i terreni coltivati in maniera biologica aumentano a lungo andare le emissioni di CO2.

Oltre alla reazione di Federbio nelle parole della sua presidente registriamo anche quella del Presidente dell’Associazione dei piccoli coltivatori svizzeri che ha definito gli argomenti portati da Fyrwald come “grotteschi”.Non è l’agricoltura biologica Ma la nostra fame di carne che promuove un uso Maggiore della terra. Il cibo per animali viene coltivato sul 43% dei terreni agricoli in Svizzera e comunque importiamo ogni anno 1,2 milioni di tonnellate” ha commentato via Twitter.

Sulla stessa linea sono le dichiarazioni di Mammuccini che nomina nel suo intervento proprio il CEO di Syngenta e commenta: L’emergenza di cibo globale non deve farci cadere nella tentazione di scegliere come soluzione l’incremento dell’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi chimica, che non garantiscono certo rese colturali migliori, anzi nel tempo favoriscono fenomeni di desertificazione del suolo mettendo a rischio la produzione di cibo per le generazioni future“.

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Ci piacerebbe pensare che le parole del CEO di Syngenta siano una boutade ma fotografano in realtà una situazione, che potremmo in realtà definire come promettente, per cui aumentano i contadini che scelgono di non utilizzare semi geneticamente modificati o pesticidi aggressivi o che passano in toto a sistemi di agricoltura biologica creando quindi a società come Syngenta problemi a livello economico.

L’appello di Fyrwald a combattere la crisi alimentare con l’aumento della produzione agricola è forse l’esempio più lampante di quanti interessi ci siano dietro anche al più innocuo cespo di insalata che portiamo in tavola.

E allo stesso tempo ci ricorda come siamo noi come consumatori che possiamo decidere da quale campo debba provenire quel cespo di insalata, dando fiducia alla scienza non strumentalizzata che ci sta dicendo il nostro modello di consumo e di produzione così com’è non è sostenibile neanche se utilizzassimo tutti i prodotti miracolosi che escono dai laboratori di colossi come Syngenta.