Eredità, stangata dall’Agenzia delle Entrate: chi rischia

La successione implica degli obblighi per gli eredi, tra cui l’invio di comunicazioni all’Agenzia delle Entrate. Attenzione alle scadenze

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Agenzia delle Entrate (Foto Adobe)

La successione è un procedimento molto lungo, che può durare anche anni. Fino a che non vengono nominati gli eredi, ed i chiamati all’eredità non abbiano accettato gli attivi e passivi del defunto, l’Agenzia delle Entrate non può richiedere nulla, in quanto i beni sono temporaneamente congelati. In alcuni casi vengono affidati ad un curatore che ne preservi gli interessi, specialmente nel caso di attivi passibili di perdite o di beni mobili degradabili.

In ogni caso, fino a che l’eredità non viene attribuita formalmente, l’Agenzia delle Entrate può solo che attendere. Può verificarsi il caso in cui ci siano delle cartelle esattoriali datate inevase. I debiti passano direttamente agli eredi, ma solo per il valore della cartella. Le more e le sanzioni derivate dai ritardi non sono attribuibili agli eredi. Chi acquisisce l’eredità deve stare anche attento alle comunicazioni obbligatorie nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate, le sanzioni nel caso di omissione comunicazione

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Agenzia delle Entrate (Foto ANSA)

Si parla della dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il defunto fosse titolare di Partita IVA, sarebbe stato obbligato a presentare la dichiarazione Persone fisiche. In caso di decesso, e di attribuzione dell’eredità, l’obbligo della comunicazione passa agli eredi. Vanno rispettate le scadenza stabilite, pena sanzioni salate.

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Se il decesso del titolare della partita Iva è avvenuto nel 2020 o entro febbraio 2021, gli eredi dovranno inviare la comunicazione rispettando i termini ordinari. Nel caso in cui invece il decesso fosse avvenuto tra il 1°agosto 2021 e il 30 novembre 2021, i termini sono prorogati di 6 mesi. Nello specifico la data di scadenza per la comunicazione sui redditi è posticipata al 31 maggio 2022.

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Ed è bene ricordare questa data, perché in caso di ritardi l’Agenzia delle Entrate applica immediatamente gli interessi e le more. Nello specifico, nel caso di omissione di presentazione si incorrerà in sanzione amministrativa dal 120 al 240% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se non sono dovute imposte la multa sarà da 250 a 1.000 euro.