“E’ necessaria una riduzione drastica di pesticidi in frutta e verdura”, l’appello di Legambiente

Anche se dalle analisi risulta che la percentuale di pesticidi oltre i limiti consentiti è bassa, la loro presenza è praticamente in tutti i prodotti

pesticidi
(pixabay)

Fanno eccezione solamente i prodotti biologici, che stanno diventando sempre più di largo consumo, grazie anche all’ampiamento dell’offerta nei supermercati e delle linee parallele di molte multinazionali del settore alimentare. Per il resto, il report di Legambiente “Stop pesticidi”, ha rilevato che in quasi tutti i campioni di frutta e verdura da agricoltura convenzionale che sono stati analizzati, sono presenti percentuali non esigue di pesticidi.

Il rapporto mette in luce un dato fondamentale: solo l’1,39% (cioè 35 su 2.519) dei campioni analizzati nel 2020, è fuori norma, cioè contiene percentuali illegali di pesticidi. La rimanenza rientra nei canoni stabiliti dalle direttive UE. Ma dal coro di ambientalisti, nutrizionisti e medici, si ascolta lo stesso messaggio: i tassi consentiti di pesticidi vanno abbassati. In particolare in alcuni Paesi comunitari, sono ancora troppo alti. E questo con danni significativi alla salute dell’ambiente e dell’uomo.

Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, afferma: “Nel complesso, sono state individuate 97 sostanze differenti, e in alcuni casi i fitofarmaci presenti sullo stesso campione sono più di cinque: ne sono stati trovati addirittura nove in un campione di prugne, 10 in uno di ciliegie e 12 in uno di pere. Noi contestiamo che questa situazione sia considerata ammissibile, senza che siano messi in evidenza gli effetti additivi o sinergici dovuti all’interazione dei diversi pesticidi fra loro e con l’organismo”.

Leggi anche: Addio a piatti e bicchieri in plastica monouso, in vigore da gennaio 2022 il decreto UE

Leggi anche: Le polemiche sul Nutri-Score sono basate su falsi presupposti, i nutrizionisti ne sono convinti

Una delle prime cose che viene spazzata via dai pesticidi è la biodiversità; dove per biodiversità non si deve immaginare l’allegra fattoria con tante specie di animali. Ciò per cui la biodiversità è soprattutto fondamentale è la ricchezza del suolo. I pesticidi sterilizzano la terra dagli insetti, importantissimi per creare la ricchezza di sostanze e per rendere il suolo meno arido. E da lì proviene il nutrimento che di conseguenza finisce negli alimenti.

E’ un circolo vizioso: se si usano i pesticidi la terra diventerà più arida e le piante avranno bisogno di altri farmaci per essere tenute in vita e per produrre frutta e verdura. Per spezzare questo circolo vizioso è necessario correre il rischio di arrendersi ai cicli naturali e non tentare di manipolare in tutti i modi la natura.

Conclude Gentili: L’unica ricetta possibile per la salvaguardia della salute e dell’ambiente è l’agroecologia. Non basta ridurre l’uso di pesticidi, ma occorre mettere in atto buone pratiche agricole che permettano di conservare la biodiversità degli ecosistemi e la fertilità del suolo. A questo si aggiunge un impegno ad andare sempre di più verso l’agricoltura biologica, come raccomandano le strategie Farm to fork e Biodiversità sostenute dall’Ue, che prevedono, fra gli obiettivi per il 2030, la riduzione del 50% dei pesticidi e il 25% dei terreni agricoli coltivati con metodo biologico. L’agricoltura biologica riveste un ruolo molto importante per salvaguardare la salute e, ancora di più, per mantenere la biodiversità.