Caro bollette, l’appello di U.Di.Con.: “I big player facciano la loro parte”

Bisogna in tutti i modi arginare il caro bollette, che in breve tempo rischia di sommergere il Paese con una crisi economica peggiore di quella che già conosciamo

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Il gas e l’energia elettrica sono considerati beni primari. La testimonianza è nelle norme, che garantiscono un approvvigionamento minimo di queste risorse anche a chi non se le può permettere. Ma nonostante ciò, sono inserite nel mercato, che sottostà a determinate leggi e logiche. L’anno 2022 si è aperto con il caro bollette tanto temuto negli scorsi mesi. Un assaggio si era avuto già nell’autunno, ma con il nuovo anno le famiglie italiane si potrebbero trovare a sostenere costi decisamente più alti.

Questo a causa dell’aumento del prezzo del greggio, del gas, ed a catena di tutte le utenze domestiche. Da parte delle associazioni dei consumatori, oltre che della popolazione civile, è partito l’allarme. Infatti il caro bollette si va ad inserire in un periodo storico già di grande difficoltà economica, e l’aumento dei costi delle materie prime vanno necessariamente a pesare maggiormente sugli utenti finali.

U.Di.Con., in un comunicato stampa del 20 gennaio, ribadisce la propria posizione attraverso le parole del suo presidente, Denis Nesci: “E’ diverso tempo che leggiamo su tutti i media dei rincari dei prezzi dell’energia, del caro bollette e di ipotetiche misure che il Governo è in procinto di varare, ma non c’è più tempo. Dopo mesi di costosissime “toppe”, il Governo si è reso finalmente conto che il mercato dell’energia ha bisogno di rimedi strutturali e noi, come U.Di.Con. lo sosteniamo da diverso tempo. Abbiamo avanzato numerose richieste che sono agli atti di ARERA”.

L’appunto quindi parte dalle politiche governative, che non sono state in grado di mettere in atto azioni efficienti prima dell’effettiva entrata in vigore degli aumenti. Ma un occhio particolare va anche alle aziende di fornitura delle materie prime, che poco stanno facendo per aiutare i consumatori, se non dichiarando candidamente che le cose stanno così e basta.

Continua Nesci: “E’ necessario fare ordine nel mercato dell’energia, bisogna ripulire la bolletta da tutte le tasse per incentivare il risparmio. Ma che ruolo hanno i big player dell’energia in questo contesto? Apprendiamo che ci sarebbero degli extra profitti ma le famiglie sono ormai “alla costosissima canna del gas”, tutto questo è inammissibile! Il mercato dell’energia è calcificato e ci sono pochi player che da soli si prendono gran parte del mercato. E’ ora che queste aziende siano chiamate alla responsabilità etica dettata dal momento che stiamo vivendo perché non possono ragionare in tema di profitto: vendere gas ed elettricità significa vendere beni primari“.

Ed il presidente U.Di.Con. conclude il comunicato con un appello alle istituzioni: “Ci aspettiamo che il Governo colga l’occasione per rimodernare l’intera struttura dei prezzi in favore dei clienti finali. D’altra parte ci aspettiamo che i big player facciano la loro parte, che riteniamo sia molto di più di una semplice rateizzazione”.