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Salute

“Stare bene aiuta a fare meglio”, la nuova campagna ENPAP per il benessere psicologico

Non solo il benessere fisico necessita attenzione. Anche nella società del fare e della performance si deve dare attenzione alla cura della mente

(pixabay)

Gli psicologi non si stancano mai di ripeterlo. La salute mentale va preservata e curata. Negli ultimi decenni si è assistito ad un incremento generale della cura del corpo, almeno per i Paesi a reddito medio-alto. Per cui si sono moltiplicati i corsi di fitness, le palestre, ed in generale tutti i programmi di benessere fisico, sia da un punto di vista estetico che medico.

Ma lo stesso trattamento non viene dato alla cura della mente. Al contrario, esiste ancora un vasto pregiudizio ed una stigmatizzazione del malessere psicologico, come un male che si vuole allontanare da sé, e con la patologia, anche la persona. Di conseguenza, le problematiche psicologiche e psichiche vengono spesso sottovalutate, e chi ne soffre ed i soggetti vicini, preferiscono far finta di niente piuttosto che occuparsene.

L’ENPAP, l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza psicologi, ha dato via l’11 gennaio 2022 ad una campagna di sensibilizzazione sul benessere psicologico, dal titolo “Stare bene aiuta a fare meglio“. Lo apprendiamo da un comunicato stampa di Adolescienza. Dopo due anni di pandemia si sono moltiplicate le necessità di cure, ed anche i soggetti insospettabili, hanno iniziato a subire i contraccolpi del particolare periodo storico.

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Il Presidente ENPAP, Felice Damiano Torricelli, osserva: “Trascurare ulteriormente il malessere psicologico di questi mesi, che si aggiunge drammaticamente a quello ormai strutturale nelle vite di tutti, è pericoloso. Questa nostra campagna di comunicazione è anche un modo per richiamare, ancora una volta, l’attenzione dei decisori pubblici sul bisogno immediato di servizi di psicologia“.

Ed infatti uno degli obiettivi della campagna è quello di ridurre lo stigma nei confronti del malessere psicologico e ricordare che il ruolo dello psicologo non è solamente quello di curare il malessere, ma anche di promuovere il benessere. Queste tecniche di apprendimento della cura mentale possono essere molto utili in periodi come questo.

Ma per fare i primi passi verso un cambiamento culturale è necessario che le istituzioni in primis riconoscano la necessità della cura della mente. Ad oggi il Sistema Sanitario Nazionale copre le necessità solo dei casi di psicosi gravi (ed anche lì in maniera deficitaria). Ciò che rimane fuori è affidato al servizio privato, con costi alti da parte dell’utente. Quindi ad oggi la terapia e la promozione del benessere mentale sono ancora considerati “un lusso”. Si può senza troppo indugiare affermare che il ritardo delle istituzioni sulla cura del benessere mentale è scandaloso ed ingiustificato, dato che Freud ne parlava già 100 anni fa.

Pubblicato da
Giulia Borraccino