Dal 2022 l’UE vieta il biossido di titanio negli alimenti, potrebbe danneggiare il DNA

Dopo la valutazione EFSA, gli stati membri dell’Unione Europea hanno votato a favore della messa al bando del biossido di titanio ovvero del colorante E171 per rischio derivante dal suo utilizzo come colorante alimentare. Ma non sarà tolto dai farmaci

Foto Quinten De Graaf Unsplash

Si tratta sicuramente di un grande passo avanti come riportato per esempio da Il Salvagente: a partire dal 2022, quindi da quest’anno, il biossido di titanio non potrà più essere utilizzato come additivo negli alimenti. Contro l’uso del colorante E171 si era espressa a maggio l’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare: EFSA.

Il pericolo è quello di genotossicità, ovvero la capacità di questa sostanza chimica di danneggiare il DNA. Come si legge nella valutazione ufficiale dell’organo europeo: “Poiché la genotossicità può avere effetti cancerogeni, è essenziale valutare il potenziale effetto genotossico di una sostanza per trarre conclusioni sulla sua sicurezza“. Ed è quindi è arrivata a ottobre scorso la votazione che ha ufficialmente eliminato il biossido di titanio dagli additivi alimentari consentiti.

In realtà la storia dei controlli sul biossido di titanio risale al 2016 quando un gruppo di esperti scientifici ANS dell’EFSA aveva segnalato la necessità di portare avanti altri studi proprio riguardo l’esposizione a questa sostanza.

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Tra gli altri, a segnalare il problema della presenza dell’additivo E171 era stato anche proprio Il Salvagente con i risultati di alcuni analisi in gomme, caramelle, farmaci e merendine. E proprio riguardo ai farmaci c’è l’unica nota che possiamo considerare stonata.

L’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, interpellata riguardo l’utilizzo del biossido di titanio come additivo anche per molti farmaci ha preso infatti le difese dei produttori di medicine che si sono detti impossibilitati ad avere nel breve periodo, ma probabilmente anche nel medio e lungo purtroppo, sostituti validi per il biossido di titanio.

Secondo il parere di Ema, purtroppo non è possibile al momento trovare un sostituto per il colorante E171 che conferisce a molti farmaci un aspetto che li rende accettati dai pazienti. Speriamo non occorrano altri 5 anni per poter convincere anche le aziende che producono medicinali che è ora di evitare l’esposizione del genere umano al biossido di titanio.