Pensioni, quanto si perde con ‘Opzione tutti’: i dettagli

Possibile novità in vista per l’uscita anticipata dal lavoro. Si valuta “Opzione tutti” che porterebbe, però a delle perdite

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Il tema delle pensioni rimane caldo nonostante la chiusura, ormai, della partita della legge di bilancio. Si è deciso di separare la manovra del 2022 da una legge strutturale, ossia durevole nel tempo, per l’anticipo pensionistico. Sono rimaste in vita Opzione donna, Ape sociale, che è stata allargata ad altre categorie, mentre Quota 100 si è trasformata in Quota 102. Queste sono le norme in vigore nel 2022 per andare in pensione in anticipo rispetto alla legge ordinaria che resta la Fornero.

Pensioni, cosa prevede “Opzione tutti”

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Discorso rimandato, quindi per una norma strutturale di pensione anticipata che potrebbe sostituire tutte o solo parte di quelle in vigore nel 2022 sopra citate. Sul tavolo del Governo e delle parti sociali c’è una nuova proposta: si tratta di “Opzione tutti“. La norma prevede l’uscita anticipata a 63 o 64 anni di età con 38 o 40 anni di contributi versati. Tuttavia, il prezzo da pagare sarebbe molto alto.

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Sull’altro versante della bilancia ci sarebbe, infatti, il calcolo dell’intero assegno pensionistico con il sistema contributivo. In tal modo, la perdita sarebbe notevole. Secondo le stime, la pensione subirebbe un taglio che va dal 10% al 25%. Tuttavia, si tratta di un ipotesi sul tavolo in cui partecipano anche i sindacati. L’obiettivo è trovare un punto di incontro tra l’esigenza del sistema di sopperire alla mancanza di forza lavoro e di contributi versati con quella di uscire dal lavoro ad un’età accettabile.

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Stando su questo tema, il presidente dell’Inps Tridico ha affermato che gli italiani che lavorano sono soltanto 28 milioni. Un numero troppo esiguo rispetto al totale della popolazione che si aggira intorno ai 58 milioni di abitanti. Non a caso Tridico ha affermato che a queste condizioni il sistema non regge.