Introdotto regime di P.Iva per le associazioni di volontariato, Forum Terzo Settore: “Colpita la solidarietà”

Il Decreto fiscale approvato alla Camera il 16 dicembre 2021 coinvolge anche le associazioni di volontariato nel riassesto finanziario generale

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Ray Sangga Kusuma (unsplash)

“Molti esponenti politici di tutti gli schieramenti hanno assicurato il loro impegno per far ritirare questa norma irragionevolmente vessatoria. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti: esiste la possibilità di riparare a questo errore nella legge di bilancio ora in discussione”, così Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, in un comunicato stampa dell’associazione, commenta le nuove direttive del decreto fiscale.

A scandalizzare Forum Terzo Settore, ed altre associazioni quali Konsumer e Greenreport è l’introduzione dell’obbligo di Partita Iva anche per le associazioni di volontariato.

Continua Pallucchi: “Un anno fa tutto il terzo settore si mobilitò ottenendo che questa stessa norma fosse eliminata dalla legge di Bilancio. Poi la scorsa settimana ci siamo ritrovati, in sede di conversione del DL Fiscale in Senato, nella stessa situazione di prima.”

Il Decreto Fiscale è tato approvato alla Camera, ora deve passare al vaglio del Senato. In questo passaggio c’è spazio per operare aggiustamenti. Le associazioni di volontariato sulla carta sono non-profit, quindi che necessità c’è di imporre il regime d’Iva? Oltretutto i guadagni per le casse statali sarebbero scarsi, ma allo stesso tempo verrebbero penalizzate delle associazioni che svolgono dei servizi surrogati ai doveri statali.

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Non bisogna dimenticare che in Italia più che in altri Paesi, una buona parte dei servizi di assistenza, che dovrebbero essere garantiti dalle politiche welfare, sono delegati alla “buona volontà” delle associazioni, senza le quali parte del sistema crollerebbe.

Conclude Pallucchi: “Ci sono più ragioni per cancellare questa disposizione perché oltre ad arrecare un ingiusto danno alle associazioni, soprattutto a quelle più piccole, senza peraltro alcun vantaggio per il bilancio dello Stato, non è raccordata con la legislazione fiscale del Terzo settore oggi in vigore”.