Cambia tutto per il 730: sollievo per i cittadini

Addio agli scontrini per le detrazioni ma non per tutti: ecco cosa cambia col 730 grazie all’emendamento approvato

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(pixabay)

La strada intrapresa dal Paese è quella a doppio binario. Riduzione delle tasse e semplificazione degli adempimenti. Nell’ottica di questo ultimo punto arriva un emendamento approvato dal Parlamento in riferimento al Decreto legge Fisco. Si tratta di una proposta poi approvata che prevede l’addio degli scontrini fiscali da allegare alle dichiarazioni del 730 in caso di detrazioni.

Il 730 senza scontrini, ma non per tutti

Scadenze fiscali
Calcolo tasse (Foto Pixabay)

La norma, però, riguarda al momento soltanto i 730 effettuati autonomamente dal proprio pc oppure attraverso il datore di lavoro. Tuttavia, c’è l’intenzione di estendere il provvedimento semplificativo anche in caso di presentazione del 730 attraverso gli intermediari. Questo provvedimento è giustificato dal fatto che l’Agenzia delle Entrate è già in possesso dei dati detraibili. L’invio è un ulteriore aggravamento della macchina burocratica.

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Tuttavia, pur non essendo più obbligatorio l’invio in allegato degli scontrini dimostrativi è sempre opportuno conservarli. L’Agenzia delle Entrate avrà sempre la facoltà di chiedere degli approfondimenti ed è sempre consigliabile conservare le prove degli avvenuti pagamenti di prestazioni detraibili. L’allargamento almeno ai Caf intermediari delle compilazione e presentazioni del 730 sono prossimi.

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Tuttavia, ad oggi se si intende rivolgersi ad intermediari è opportuno ricordare che occorre allegare sempre gli scontrini e le relative ricevute per le spese detraibili e rimborsabili con il 730. L’approvazione dell’emendamento è stato uno dei pochi momenti di facile accordo della maggioranza. L’attuale decreto Fisco trova divisioni importanti in seno al Parlamento e al Governo.

Intanto la legge di bilancio va approvata entro il 31 dicembre e il decreto Fisco è ad essa collegato. Sul taglio delle tasse c’è forte fermento sindacale. Le associazioni dei lavoratori sono pronte a mobilitarsi perché ritengono sfavorite le classi più povere sul taglio delle tasse a vantaggio di ceti medi e medio alti.