Amianto, il Parlamento Europeo cita uno studio ISDE e approva una mozione a difesa dei cittadini

ISDE è da anni in prima linea per proteggere i cittadini italiani e si occupa anche dei rischi derivanti dalla presenza di particelle di amianto dell’acqua potabile. Ora il Parlamento Europeo, prendendo in esame gli studi prodotti, ha finalmente riconosciuto questo pericolo a livello europeo

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L’amianto è un problema per tutti. Una sostanza riconosciuta come cancerogena e bandita dalle costruzioni che però in tanti anni di utilizzo ha provocato centinaia di vittime nel mondo.

Ma se fino a non molto tempo fa si pensava che il problema amianto fosse circoscrivibile all’aria nel momento di una esposizione della sostanza agli agenti atmosferici o antropici, almeno due studi redatti da ISDE (Associazione internazionale medici per l’ambiente) avevano invece cominciato a gettare luce sui legami tra amianto nell’acqua e alcune forme tumorali a carico di esofago, stomaco e colon.

Questi studi, come riportato in un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale di ISDE lo scorso 16 novembre, sono stati esaminati dal Parlamento Europeo e sono una fonte citata espressamente nella mozione volta alla protezione dei cittadini proprio dal pericolo derivante dalle fibre di amianto sospese nell’acqua potabile.

Questo il passaggio della mozionericorda che scienziati italiani hanno sollevato in uno studio l’importante questione relativa alla possibilità che l’ingestione di acqua contenente fibre di amianto aumenti il rischio di cancro gastrico e colorettale; sottolinea che le potenziali malattie correlate all’ amianto eventualmente causate dall’ingestione di acqua contenente tali fibre provenienti da canalizzazioni in amianto potrebbero impiegare diversi decenni per manifestarsi”.

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“Sottolinea inoltre che, sebbene lo studio italiano non consenta di per sé di giungere, in questa fase, a una conclusione definitiva in merito alla correlazione tra l’ingestione di amianto attraverso l’acqua e lo sviluppo di carcinomi del tratto gastrointestinale, si dovrebbe applicare il principio di precauzione viste le incertezze al riguardo; invita pertanto gli Stati membri a procedere a un monitoraggio regolare della qualità dell’ acqua utilizzata per la produzione di acqua potabile e ad adottare le necessarie misure di prevenzione e attenuazione qualora si riscontri un rischio per la salute umana”.

Per trovare nessi certi tra esposizione all’amianto e aumento nel rischio di sviluppare tumori occorreranno ancora anni di studio ma con questa mozione si raggiunge un primo, fondamentale traguardo: l’applicazione del principio di precauzione che, in sostanza, permette così di ridurre la potenziale esposizione alle fibre di amianto e salvaguardare la salute dei cittadini.

Nel comunicato stampa è chiara la soddisfazione di ISDE e, come cittadini e cittadine italiani anche noi non possiamo non essere orgogliosi del riconoscimento internazionale dato a uno studio di “medici italiani”.