“Nessun bambino deve varcare la soglia di una prigione”, il monito di Cittadinanzattiva

Il disegno di legge Siani per ora è stato accantonato, ma per l’associazione è essenziale che torni al centro delle discussioni parlamentari per tutelare i minori

carcere
(unsplash)

Si parla spesso di condizioni detentive. Negli ultimi due anni, in seguito alle rivolte in carcere ed ai soprusi da parte delle forze dell’ordine, i diritti dei detenuti sono stati trattati in numerose inchieste mediatiche. Ma se il tema delle condizioni carcerarie per coloro che sono stati condannati è stato affrontato copiosamente, meno rilievo è stato dato ai bambini che vivono la loro infanzia tra le mura di un istituto detentivo.

Il disegno di legge Siani vorrebbe introdurre delle modifiche al codice penale per far sì che per i bambini reclusi e per le loro madri si possa vagliare un’alternativa al carcere. Questo monito viene supportato e sostenuto da Cittadinanzattiva, che ha ricordato la condizione dei bambini in carcere il 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Scrive l’associazione, in un comunicato stampa del 18 novembre: “Con l’approvazione di questa legge nessun bambino varcherebbe più le soglie di una prigione, ed invece ci spiace constatare che, dopo una prima fase di convergenza tra tutte le forze politiche, la proposta è ferma ormai da mesi presso la Commissione giustizia della Camera dei Deputati senza che se ne comprenda il motivo.

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Il disegno di Legge Siani riconoscerebbe la priorità dell’interesse del minore rispetto ai canoni di sicurezza della condizione detentiva. Per essere più chiari, esistono molti bambini che nascono in carcere da madri detenute o che passano in quelle tristi mura i primi anni dell’infanzia, perché la legge dice che il minore, nella prima età, deve essere accudito dalla madre.

Ma che ripercussione può avere sulla vita di un individuo crescere in un ambiente detentivo? La legge Siani vorrebbe creare delle alternative per madre e bambino, come delle case famiglia, ma il sistema carcerario sembra essere molto reticente ai cambiamenti, specie in un periodo storico dove la “sicurezza” sembra essere in cima alla lista degli italiani.

Quindi, per evitare qualunque pericolo, si lasciano dei minori crescere in un ambiente avverso, dove nella migliore delle ipotesi rimarrà un segno indelebile per tutta la vita.

Conclude il comunicato Cittadinanzattiva: “Il varo della “legge Siani”, inoltre completerebbe il percorso avviato lo scorso anno con l’approvazione di una norma, inserita nella legge di bilancio 2021 su proposta delle nostre organizzazioni, che ha istituito un fondo triennale, di complessivi 4,5 milioni di euro, destinato ad implementare il sistema della case famiglia. Un risultato importante, che rischierebbe di rimanere largamente vanificato se non lo si accompagna con le ulteriori misure previste dalla proposta di legge.