“Spetta all’Enel verificare il corretto funzionamento del contatore elettrico”, la Corte di Cassazione dà ragione a Codacons

Il Codacons racconta di una consumatrice difesa dagli avvocati dell’Associazione, che è riuscita a farsi dare ragione dalla Cassazione in merito ad un maxi conguaglio da oltre 3mila euro richiesto da Enel

Foto Mohamed Khaled Pexels

Data la situazione che stiamo vivendo e in particolare i rapporti che si fanno sempre più tesi con i fornitori di energia, si tratta di una storia che sicuramente va raccontata ed esaminata anche perché stabilisce, o meglio ristabilisce, un principio che dovrebbe essere sempre rispettato: è compito del gestore della fornitura assicurarsi che i contatori installati funzionino in maniera adeguata. All’utente spetta invece una forma di controllo per evitare che vi siano allacci abusivi o altre situazioni che possano far registrare consumi anomali.

La storia si è svolta a Catanzaro dove un’utente si è rivolta al Giudice di Pace prima e poi al Tribunale della sua città per contestare gli addebiti fatti da Enel riguardo dei consumi che risultavano anomali rispetto a precedenti misurazioni. Le anomalie avevano iniziato a manifestarsi dopo che l’utente aveva avuto un intervento proprio per il cambio del contatore.

In un primo momento, però, il Giudice di Pace e il Tribunale di Catanzaro avevano dato ragione ad Enel sostenendo che fosse compito dell’utente dimostrare che quelle letture non erano quelle corrette. Ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza addebitando al gestore, quindi ad Enel, l’obbligo di assicurarsi che i contatori funzionino a dovere.

Questa è la sentenza della terza sezione civile “Incombe sul gestore l’onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente è tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l’impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo […]”.

Leggi anche: I consumatori italiani acquistano sempre più prodotti bio online

Leggi anche: Legambiente: “Non perdiamo tempo con il nucleare, il futuro sono le rinnovabili”

“In sostanza la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione di semplice veridicità sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre il fruitore deve dimostrare che l’eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un’attenta custodia dell’impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi“.

Ora che la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della consumatrice difesa dal Codacons, la questione torna al Tribunale che deve pronunciarsi nuovamente. Comprensibile soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Codacons Carlo Rienzi che dichiara in un comunicato stampa datato il 17 novembre 2021: “Si tratta di una sentenza importantissima che spiana la strada a tutti i consumatori che si sono visti addebitare consumi di energia anomali legati a malfunzionamenti dei contatori o ad allacci abusivi“.

Sicuramente si tratta di una sentenza che potrà agevolare il ricorso di altri utenti vittime di contatori malfunzionanti, che potranno così avere uno strumento in più nel far valere i propri diritti nei confronti dei gestori delle forniture energetiche.