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Telegram, beccati due gruppi di furbetti dei Green pass falsi

La procura di Catania ha emesso un provvedimento nei confronti di due canali Telegram in cui furbetti del Green Pass vendevano certificazioni false

(Getty Images)

Due canali Telegram sono stati chiusi e sono sotto sequestro preventivo da parte della procura di Catania perché servivano a vendere Green Pass falsi.

Tutto è iniziato con una segnalazione della Digos alla Polizia Postale di Catania che ha quindi avviato le indagini riuscendo anche a identificare due dei partecipanti a questi gruppi Telegram. I due gruppi in totale raccoglievano oltre 5300 iscritti. Le certificazioni venivano vendute e si richiedeva un pagamento in Bitcoin.

Quello del mercato nero dei Green Pass falsi è un problema che si sta espandendo a macchia d’olio soprattutto attraverso i canali Telegram. La rivale di WhatsApp, infatti, sembra essere luogo di comunicazione prediletto per gran parte dei piccoli criminali informatici mondiali.

Green pass falsi venduti su Telegram

Pixabay

La prima domanda che sorge spontanea riguarda le capacità mentali di quanti, pur di non sottoporsi a un tampone o vaccinarsi, preferiscono affidarsi a sconosciuti contattati su un social e pagare 250 euro in criptovalute per quello che, nel 100 % dei casi, è un inutile foglio di carta.

Veniamo quindi alla vicenda specifica. Le indagini sono scattate da una segnalazione della Digos che ha interessato la Polizia Postale di Catania. Sequestrati sono stati quindi due canali chiamati rispettivamente “Green Bypass 2.0” e “Vendita Green Pass autentico“. In questi canali erano iscritti oltre 5300 iscritti: 5200 nel primo gruppo e oltre 120 nel secondo.

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I canali sono ad esso sottoposti a sequestro e la Polizia è riuscita anche ad individuare due membri dei gruppi che, su disposizione del PM, sono stati sottoposti a perquisizione domiciliare di informatica. Adesso le indagini della Polizia Postale di Catania proseguono per cercare di individuare altri membri di questi gruppi. Gruppi che la stessa app ha già provveduto ad oscurare.

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Ricordiamo, a chi volesse carezzare l’idea di infrangere così le disposizioni che attualmente ci stanno permettendo di tornare ad una vita quasi normale, che queste certificazioni false non supererebbero nessun tipo di controllo e che si tratta quindi di una vera e propria truffa.

Pubblicato da
Valeria Poropat