Università, via libera della Camera all’iscrizione contemporanea a due corsi di laurea

E’ stata approvata all’unanimità l’abolizione del decreto che proibiva l’iscrizione a più di un corso di laurea contemporaneamente

università studenti
(pixabay)

Le riforme al sistema universitario italiano procedono rapidamente. Il 12 ottobre è stata votata all’unanimità l’abolizione del Decreto Regio del 1933 che proibiva agli studenti di iscriversi a più corsi di laurea in contemporanea. La Camera ha detto sì, con 387 voti favorevoli e nessun contrario, ma ora si attende il vaglio finale del Senato per diventare legge.

I commenti soddisfatti dei partecipanti all’Assemblea ed il voto unanime fanno pensare che al Senato non ci saranno intoppi: “Un grande risultato che consente al nostro Paese di fare un salto verso il futuro della formazione universitaria, in linea con il resto del mondo.”. Così il Ministro dell’Università commenta dopo il voto.

Si ricorda che già da tempo era possibile iscriversi ad un corso di laurea disciplinare e contemporaneamente al conservatorio di musica. Con questa legge, se verrà approvata, sarà aperta l’iscrizione a più corsi per tutte le facoltà.

Secondo il relatore alla Camera Alessandro Fusacchia, la legge potrebbe entrare in vigore nel prossimo anno accademico. “Con la legge doppia laurea ci si potrà formare contemporaneamente su ambiti anche molto distanti e prepararsi così meglio al mondo del lavoro. È una legge che darà un’opportunità a tutti e non solo a chi se la può permettere, abbiamo previsto esoneri dal pagamento delle tasse universitarie anche per la seconda iscrizione“.

Per una volta si trova accordo all’interno della Camera, ma oltre al fatto che una legge degli anni ’30 è anacronistica, si possono aggiungere altre riflessioni.

E’ vero che lo standard europeo già prevede da tempo questo tipo di possibilità per gli studenti, ma è importante sottolineare che il sistema universitario italiano è differente da quello europeo, anche se dalle riforme Moratti in poi somiglia sempre di più alle università di stampo anglosassone.

La blasonata eccellenza della formazione universitaria italiana, che privilegiava l’alta formazione dei contenuti a dispetto della formazione pratica, si è già andata disgregandosi negli ultimi 20 anni. E non è una considerazione personale. Le statistiche sulla preparazione degli studenti da quando sono stati inseriti i crediti formativi parlano chiaro: più multidisciplinarietà, minor approfondimento delle materie.

Sicuramente oggi la formazione universitaria occhieggia sempre di più alle richieste aziendali, ma è necessariamente un vantaggio? Si ricorda che padroneggiare una materia in toto consente di poter spaziare nel sapere e rende più flessibili all’apprendimento, anche in campo professionale.

A parere di chi scrive, il sistema universitario italiano è deficitario in molti aspetti: dalle strutture ai servizi per gli studenti. Dare la possibilità di iscriversi a 2 corsi di laurea contemporaneamente implica necessariamente un incremento del numero degli studenti.

Leggi anche: Con la pandemia è cresciuto il consumo mediatico, lo conferma un rapporto del Censis

Per essere chiari, un singolo, con la doppia iscrizione, ricopre il ruolo di due studenti, e non è detto che l’offerta sia in grado di provvedere in maniera soddisfacente. Al momento la domanda è superiore all’offerta, lo testimoniano i numeri chiusi di accesso a molte facoltà, necessarie a contenere il numero degli iscritti. Che senso ha allora aumentarli?

Leggi anche: In Italia la gestione delle risorse idriche si è rivelata fallimentare

Questo può servire solamente ad innalzare l’asticella della competizione, privilegiando nuovamente il fare rispetto al sapere.