Presunte irregolarità nelle clausole Cloud di Google, Apple e Dropbox, l’Antitrust avvia un’indagine

Movimento Consumatori ha partecipato al procedimento come consulente

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(Getty Images)

Le tre Big del web sono nell’occhio del ciclone dell’Antitrust. Non è la prima volta, e non sarà neanche l’ultima. Questa è la volta dei servizi Cloud. Movimento Consumatori, in un comunicato pubblicato il 30 settembre, chiarisce la vicenda di cui è parte coinvolta.

L’Agcm ha dichiarato vessatorie le clausole della “nuvola”, nelle quali è specificato che in caso di perdita dei dati dell’utente, l’azienda declina ogni responsabilità. In quanto società erogatrice di servizi, Apple, Google e Dropbox non possono lavarsi le mani sul malfunzionamento di un proprio prodotto semplicemente inserendo una clausola.

In giurisprudenza si considerano vessatorie le clausole che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Ed è il caso del Cloud. Come si legge nel comunicato, le aziende con questa clausola possono interrompere i servizi con l’utente a proprio piacimento, senza preavviso, o modificare il prezzo del prodotto.

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A questo link il comunicato di Movimento Consumatori

Movimento Consumatori è stata coinvolta nel procedimento come associazione interpellata a presentare le proprie osservazioni sui profili di illegittimità riscontrati dall’Antitrust.

Paolo Fiorio, coordinatore del Servizio legale MC, dichiara: “Movimento Consumatori vigilerà sull’operato delle tre società assicurandosi che provvedano rapidamente a modificare le clausole, adeguandosi alla decisioni dell’Agcm. Nel caso in cui non venissero modificate le clausole giudicate vessatorie, MC avvierà ogni possibile iniziativa a tutela degli interessi collettivi dei consumatori”.