Nel 2021 il buco dell’ozono ha raggiunto la dimensione record di 25 milioni di chilometri quadrati

L’ennesima anomalia che ci mostra quanto il clima del pianeta sia ormai compromesso

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I satelliti sentinelle, gestiti dal programma Copernicus della Commissione Europea e dell’Agenzia Spaziale Europea rivelano dei nuovi dati molto allarmanti riguardanti il buco dell’ozono. Questi infatti si forma ogni anno al polo sud nel periodo primaverile che va da agosto ad ottobre, e stavolta, ha raggiunto la dimensione record di 25 milioni di chilometri quadrati di estensione.

L’ennesimo segnale che ci testimonia quanto e fino a che punto l’essere umano stia compromettendo in modo irrimediabile il clima del pianeta che abita. Si tratta di un dato che oltretutto, per aumentare l’attenzione e la sensibilità sul tema, è stato fornito durante la Giornata Internazionale di Conservazione del buco dell’ozono. Rispetto alla settimana precedente le rilevazioni, il buco nell’ozono ha aumentato d’improvviso la sua estensione del 75 per cento, superando persino le dimensioni dell’Antartide. 

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Uno dei ricercatori coinvolti nel programma Copernicus ha confermato l’anomalia registrata quest’anno, con un buco che ha raggiunto una lunghezza mai vista prima accompagnata da temperature molto basse rispetto a quelle registrate lo scorso anno.