Fisco, le cartelle esattoriali ripartono senza proroghe

I pignoramenti di beni e conti correnti riprendono dal mese di settembre

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Dopo lunghe proroghe, slittamenti dei termini, arriva l’infausta notizia. Sembrava che i rinvii non dovessero aver fine, ed invece la fine è arrivata, il 31 agosto. E non sono arrivate proroghe. L’Agenzia delle Entrate riprende i lavori esattoriali, ed ora richiederà conto di tutti i debiti non pagati dall’8 marzo 2020, ed anche degli arretrati. Durante la pandemia, poco dopo l’insediamento del governo Draghi, il decreto Sostegni ha concesso una pace fiscale a coloro che avevano debiti fiscali nel periodo dal 2000-2010. Ma solo per le cartelle di valore non superiore ai 5.000 euro, e solo se l’intestatario non avesse reddito superiore ai 30.000 euro.

Per tutti gli altri, è arrivato il momento in cui i nodi vengono al pettine. A breve, le cassette postali saranno piene di avvisi di pagamento, richiami e possibili pignoramenti di beni e patrimonio.

Le cartelle inevase ora dovranno essere pagate. Già da mesi gli esperti del settore temevano che le continue proroghe portassero ad un accumulo eccessivo dei debiti, ed ora il momento è arrivato. Per il periodo della pandemia sono state sospese more ed interessi, ma per chi ne aveva accumulati in precedenza, ulteriori ritardi nei pagamenti potrebbero portare ad alzare ulteriormente l’asticella del conto finale. Cosa fare?

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La rateizzazione dei pagamenti

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Il consiglio migliore per tutti coloro che hanno sulla testa pendenze fiscali di un certo valore, e che al momento sono impossibilitati a pagare, è di richiedere la rateizzazione dei debiti all’Agenzia delle Entrate locale. Con l’istituto si può concertare un piano di pagamenti che sia sostenibile con il reddito individuale e con quello del nucleo familiare.

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Ma conviene iniziare le operazioni celermente, non si sa per quanto tempo ancora sarà data la possibilità di dilazionare i pagamenti prima che gli esattori bussino alla porta.