Imu, cosa succederà con la riforma catastale?

Il Mef ha inviato alle agenzie fiscali delle indicazioni precise sull’aggiornamento dei dati catastali. In molti temono l’aumento dell’Imu

Imu casa
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La cosiddetta riforma catastale potrebbe essere all’orizzonte. Di cosa si tratta? Per stabilire il valore catastale di un immobile l’attuale normativa prende in considerazione i vani di un appartamento, e non i metri quadrati. Nella maggior parte dei casi, come si evince dalla dichiarazione degli esperti, questo sistema valutativo spinge verso il basso il valore dell’immobile. Se dovesse esserci una riforma, potrebbero essere presi in considerazione anche i metri quadrati dell’appartamento, e ciò potrebbe far salire il valore catastale della casa, con conseguente aumento della pressione fiscale.

Ma per ora si rimane nel ventaglio delle ipotesi. La riforma catastale era già stata paventata nel 2015, ma poi non ci sono state modifiche. Ciò che mette in allarme i proprietari, è il nuovo indirizzo del Ministero delle Finanze, che per il triennio 2021-2023 chiede alle agenzie fiscali di “presidiare la qualità e la completezza delle banche dati catastali, con un costante aggiornamento dell’Anagrafe immobiliare integrata”.

L’affermazione di per sé potrebbe semplicemente significare che il governo intende incrementare la lotta all’evasione fiscale, che in Italia raggiunge le cifre più alte dell’UE. Ma in molti temono che sia il preludio ad una riforma.

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Perchè si teme la riforma catastale?

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Come già accennato, se dovessero mutare i paramentri di valutazione degli immobili, per molti proprietari vorrebbe dire subire una maggior pressione fiscale. Ciò che più si teme è una crescita dell’Imu, la tassa tanto odiata dai proprietari di immobili. Per il momento l’Imu viene versata solo per la seconda casa e a seguire, la prima casa ne rimane indenne. Ma in Italia, si sa, esiste tutt’ora la cultura del mattone, per cui le seconde e terze case, specialmente nei luoghi di villeggiatura, sono un privilegio non di pochi.

I timori sull’Imu emergono da pressioni della Commissione europea per abbassare la tassazione Irpef sul lavoro dipendente; di conseguenza, gli esperti ritengono che se gli introiti pubblici vengono sottratti da una parte, devono essere incrementati da un’altra, e l’immobile è in cima alla lista, dato che è un argomento di discussione da lungo tempo.

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I siti che si occupano di economia semplificata per grande pubblico, terrorizzano gli utenti con titoli come “l’Imu aumenta del 300%”, ma per ora nulla è stato stabilito.