Sicurezza alimentare, dal mercato europeo ritirati 104 prodotti

Sono state ben 104 le segnalazioni di ritiro di prodotti dal mercato diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi

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Raffica di ritiri di prodotti dagli scaffali dei mercati europei a causa di allerte alimentari che hanno coinvolto alimenti e mangimi. Alcuni di questi prodotti, poi, sono stati bloccati direttamente alla frontiera italiana.

Le segnalazioni, ben 104, sono state diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) e 11 di queste sono state inviate dal ministero della Salute italiano.

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Ritiro di prodotti dal mercato, le segnalazioni dell’Italia

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Per quanto riguarda nello specifico l’Italia, l’elenco dei prodotti distribuiti e oggetto di allerta comprendono sei casi. Il primo dei sei casi riguarda la presenza di 2-cloroetanolo (espresso come ossido di etilene) in capsule e polvere di moringa, dalla Germania.

In questo specifico caso parliamo di Moringa in polvere, 500 g, Data di scadenza: 12.2.2023. Moringa in capsule, 240 capsule; Date di scadenza: 28, 29, 30, 31.10.2022 e 22.3.2023. Fornitore: Krauterhaus Sanct Bernhard, Bad Ditzenbach, Germania. Distributore: FutuNatura; Be Healthy d.o.o., Kranj.

Ancora, tra i prodotti ritirate per sostanza non autorizzata troviamo l’ossido di etilene in stabilizzante (Lygomme) utilizzato nella produzione di gelati dalla Francia; ossido di etilene in guarnizioni contenenti farina di semi di carrube utilizzate su ciambelle, dalla Francia; ossido di etilene in integratori Phytobiologicals dal Belgio; richiamo di ciambelle dalla Francia, contenenti farina di semi di carrube che superano l’MRL per ossido di etilene (Bla mixed box 5 donuts); presenza di mercurio in pesce spada (Xiphias gladius) oltre i limiti consentiti, dalla Spagna.

Ancora, nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo quello sulla presenza di ossido di etilene in farina di carrube E410 (come da notifica 2021.2966) utilizzata in semilavorati e preparati per pasticceria; scarsa tracciabilità per la carne separata meccanicamente dal Belgio.

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Ci sono poi i lotti respinti direttamente alle frontiere. Tra questi l’Italia segnala ossido di etilene in farina di semi di carrube; Listeria monocytogenes in filetti di sgombro affumicati e refrigerati, dalla Romania; aflatossine in pistacchi sgusciati dall’Iran; mercurio in filetti di pesce spada decongelati, dalla Spagna.

Ancora, sempre alle frontiere si segnalano solfiti non dichiarati in gamberetti congelati (Litopenaeus vannamei) dal Vietnam; aflatossine (B1) in noce moscata tritata, dall’Indonesia; acido ascorbico oltre il limite massimo permesso in filone di tonno a pinne gialle decongelato, preparato (selezionato) e confezionato sottovuoto, dalla Spagna; fragilità del vetro di bottiglie di Spumante Rosato magnum linea MUSE.