Le morti in mare sono raddoppiate rispetto al 2020, è di nuovo emergenza migranti in Europa?

Il nuovo rapporto dell’OIM mostra chiaramente come i flussi migratori stiano aumentando con il passare dei mesi

Il nuovo rapporto pubblicato dall’Organizzazione Internazionale sulla Migrazione (OMI) racconta un’agghiacciante verità: nei primi sei mesi del 2021, più di 1.100 persone sono morte in mare nel disperato tentativo di raggiungere l’Europa. Un fenomeno, quello delle morti in mare, che a fronte di questi nuovi dati risulta più che raddoppiato rispetto allo scorso anno. Nello studio, i ricercatori si sono inoltre preoccupati di analizzare quelle che al momento vengono considerate le rotte migratorie più pericolose al mondo. A preoccupare poi, come si evince dal report, è il fatto che il numero delle persone che tentano questa drammatica traversata in mare è raddoppiato rispetto allo scorso anno, segno che il vecchio continente potrebbe a breve trovarsi nuovamente di fronte a un’emergenza davvero difficile da gestire.

Antonio Vitorino, direttore generale dell’OIM ha lanciato un appello dopo la pubblicazione dello studio: “L’OIM ribadisce l’invito agli Stati a prendere misure urgenti e proattive per ridurre le morti lungo le rotte migratorie marittime verso l’Europa e rispettare quelli che sono gli obblighi definiti dal diritto internazionale”. Per questo diventa fondamentale adesso che l’Unione Europea faccia il possibile per potenziare le squadre di ricerca su queste rotte e stabilire meccanismi di sbarco prevedibili e garantire l’accesso a canali migratori legali e sicuri.”

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La maggior parte delle vittime conteggiate nel report, sono riferite alla sola tratta del Mediterraneo. Nel documento viene inoltre evidenziato un significativo aumento delle operazioni marittime condotte dalle nazioni sudafricani nel Mediterraneo Centrale. Così le operazioni di soccorso a largo della Turchia, che sono aumentate del 90 per cento rispetto al 2020.