Fine blocco licenziamenti, data sempre più vicina. Ecco quando è prevista

La fine del blocco dei licenziamenti si avvicina come una minaccia per i lavoratori. Ma ci sono delle eccezioni: scopriamo quali nei dettagli

Fine blocco licenziamenti
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La fine del blocco dei licenziamenti si avvicina come una minaccia per milioni di lavoratori. Che potrebbero essere a rischio nonostante la giornata di mobilitazione del 26 giugno con le sigle sindacali in difesa dei loro diritti. La data prevista è quella della fine del mese di giugno, il giorno 30. Cosa accadrà da questa data? Ci sarà la possibilità di licenziare i lavoratori dopo questo periodo?

Le parole del leader della Cgil Maurizio Landini sono abbastanza inequivocabili, con la richiesta del blocco: “Chiediamo la proroga” ha urlato a gran voce. Per Landini è arrivato infatti il momento di unire e non dividere, con le battaglie delle forze sociali che devono portare all’approvazione di quanto richiesto.

Per i sindacati infatti si rischia di provocare ulteriori danni oltre a quelli che ha già generato l’emergenza Coronavirus, nonostante i die governi che si sono succeduti abbiano fatto il possibile per attutire i colpi della crisi economica scaturita.

Fine blocco licenziamenti, ecco cosa succede adesso

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Con la fine del blocco dei licenziamenti pare che il governo abbia deciso una sorta di doppia velocità classificando le diverse esigenze dei lavoratori. Il governo potrebbe intervenire anche prima della scadenza del 30 giugno ed evitare i licenziamenti collettivi ed individuali per comprovate esigenze economiche delle aziende. Eccezione fatta per le aziende che dal 1 luglio faranno richiesta della cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

In questo caso il blocco dei licenziamenti si intende prorogato sino alla data del 31 dicembre 2021. Quello che ad oggi trapela dagli ambienti governativi è la ricerca da parte dell’esecutivo di arrivare ad una proroga, almeno per le categorie maggiormente a rischio.

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Inutile sottolineare quanto aziende e lavoratori abbiano sofferto questa crisi che soprattutto nella prima fase dell’emergenza Coronavirus ha evidenziato criticità assolute sia dalla parte dei lavoratori che dei datori. Insomma, una situazione davvero complicata da gestire e che richiederà la massima attenzione del governo, anche se il tempo adesso stringe.