Riforma fiscale, riduzione dell’aliquota Irpef per il ceto medio

La riforma fiscale è inserita nel PNRR. Le camere sono al lavoro, ma il testo finale si avrà il prossimo settembre

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Ormai non ci sono dubbi, il cosiddetto ceto medio è stato quello finanziariamente più colpito dalla pandemia. Allo stesso tempo, il sistema tributario attuale non avvantaggia la fascia media della popolazione.

Per ceto medio si intende la fascia di reddito compreso tra 28.000 euro e 55.000 euro, che corrisponde a circa 7,5 milioni di cittadini italiani. Il sistema fiscale attuale prevede un’aliquota Irpef del 38%. Una cifra ingente.

La riforma fiscale è compresa nel PNRR. Le due camere sono al lavoro, ma il varo finale è previsto per la fine di settembre.

Le notizie riportano che una parte dello schieramento politico occhieggia al sistema alla tedesca, con quattro scaglioni ed una maxi aliquota che cresce all’aumentare del reddito. La differenza principale con il sistema fiscale italiano è nella progressività dell’imposta anche all’interno della stessa sezione contributiva.

Ad esempio, la seconda fascia è rappresentata dai redditi che vanno dai 14.533 euro ai 57.052. La distanza tra il reddito iniziale e finale dello scaglione è molta, per cui anche l’aliquota varia, dal 24% fino al 42%.

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Il taglio dell’aliquota Irpef in Italia

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Le fazioni parlamentari sono d’accordo sul taglio della tassazione Irpef del 38% per il ceto medio, ma non sulle modalità. La sinistra richiede una progressività continua, gli altri partiti puntano maggiormente ad una semplificazione del sistema, ad esempio riducendo le fasce contributive da 5 a 3.

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Le soluzioni possibili potrebbero essere molte, e le parti istituzionali dovranno accordarsi il prima possibile per produrre una riforma fiscale organica, efficace e, ci si augura, durevole nel tempo.