Save the Children, appello alla comunità internazionale: fermare l’escalation e la strage di bambini a Gaza e in Israele

Save the Children esorta la comunità internazionale a cercare di trovare il modo di fermare l’escalation di violenza che sta insanguinando Gaza e il sud di Israele e che ha portato a oltre 30 bambini uccisi.

Save the Children: fermare l'escalation e la strage di bambini a Gaza e in Israele
Save the Children: fermare l’escalation e la strage di bambini a Gaza e in Israele (foto: pixabay)

Save the Children chiede che la comunità internazionale agisca per salvare i bambini. Il numero delle vittime globali al momento supera le 110 persone tra cui 31 bambini uccisi nella striscia di Gaza. Nel sud di Israele si contano 7 civili israeliani uccisi di cui 2 bambini.

L’associazione conferma in più che sono state danneggiate a Gaza anche almeno 31 scuole e una struttura sanitaria. Nel comunicato stampa diffuso sul sito ufficiale dell’associazione che si occupa di bambini da oltre 100 anni, sono state raccolte anche alcune testimonianze dirette di quanto gli attacchi stiano distruggendo la quotidianità delle famiglie e in particolare dei bambini.

Dalia, nome di fantasia, ha 10 anni e così racconta come ha trascorso la festività di Eid in un rifugio dentro casa “Risuonano forti esplosioni tutto il tempo, sono molto improvvise. Viviamo continuamente nella paura, nello stress e nell’orrore. Anche durante l’Eid, non possiamo festeggiare né indossare i vestiti della festa, non abbiamo visitato nessuno, ci hanno tolto la gioia di Eid“.

Sulla stessa linea il racconto di Ibrahim Abu Sobeih, Field Manager di Save the Children che lavora proprio a Gaza e che così racconta come sta cercando di non traumatizzare i suoi figli : “Stiamo continuando a dire a nostra figlia e nostro figlio che i pesanti bombardamenti sono celebrazioni, fuochi d’artificio, un bel gioco! Cerchiamo in tutti i modi di distogliere la loro attenzione da questa orribile atmosfera, ma senza riuscirci“.

Quello che Save the Children chiede è che le strutture civili, in ottemperanza al diritto internazionale umanitario, vengano risparmiate e protette dagli attacchi. Devono cessare gli attacchi contro le scuole “e adottare misure per garantire che non vengano utilizzate per scopi militari ponendo gli studenti a grave rischio“.

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Anche perché, come in ogni situazione di questo tipo, sono i più piccoli e i più deboli a pagare il prezzo più alto. “La comunità internazionale deve fare ogni passo possibile e usare la sua influenza per fermare una situazione che è sull’orlo del baratro. Bisogna porre fine alla violenza e affrontare le cause che la determinano, perché non siano le vite e il futuro dei bambini ha pagare il prezzo di una mancata azione in questo senso.