Si chiama Inquinamento zero ed è il nuovo piano d’azione UE contro le morti da smog

L'obiettivo è contrastare e ridurre entro dieci anni le morti causate dall'inquinamento.

Si discute tantissimo negli ultimi anni dell’esigenza di iniziare ad applicare delle politiche r “green” che permettano all’Europa di combattere un fenomeno, quello dell’inquinamento, che di anno in anno vede drammaticamente aumentare il numero delle sue vittime.

La sensibilità al tema ambientale si sta diffondendo sempre di più, specialmente tra i giovani. Ma mentre in Italia si fatica a creare un piano organico di gestione dei rifiuti, in Europa si punta invece in grande.

L’obiettivo del vecchio continente è infatti quello di dimezzare i decessi da smog nel giro di 10 anni.

Espresso in questi termini sembra un’ambizione flebile, che in realtà non aiuterà così tanto la politica europea nella sua lotta contro le morti da inquinamento. Ma è necessario tener presente che la questione del contenimento dello smog è molto complessa, coinvolge settori commerciali molto importanti, in grado di esercitare una grande pressione politica affinché la loro produzione non venga intaccata da una possibile “riconversione verde”.

L’Ansa riporta la notizia che la Commissione UE ha stabilito un piano d’intervento sulla sostenibilità ambientale, “Inquinamento zero”, che è entrato nelle stanze di Bruxelles lo scorso 11 maggio.

Le statistiche dell’Agenzia Ue per l’ambiente riportano dei dati allarmanti.

Da una di queste. emerge ad esempio che il particolato fine Pm2.5 (che rappresenta solo una parte degli agenti d’inquinamento) è responsabile di 379mila morti nell’Ue, di cui oltre 52mila in Italia.

Il programma fa parte di un più esteso “corso” strategico europeo, che fissa come obiettivo l’azzeramento dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei suoli, attraverso apposite azioni normative e non, su un arco di tempo ben definito. 

I dati sui decessi da inquinamento riportati dalla Commissione Europea meritano una riflessione, che può sembrare nota ad un livello superficiale.

L’essere umano vive con l’ambiente naturale una condizione di interconnessione, si può dire propedeutica alla vita stessa del genere umano.

La necessità politica e sociale di una sensibilizzazione collettiva sul tema ambientale palesa una matrice culturale che vede l’ambiente come qualcosa di separato dall’uomo. Se si considerasse realmente l’ambiente per quello che è, cioè indissolubilmente legato alla vita, non ci sarebbe bisogno di portare avanti iniziative di presa di coscienza collettiva sul tema.

Leggi anche: Ostaggi delle multinazionali, Feder Bio boccia il parere della Commissione Ue sulla nuova normativa OGM

Il dominio dell’uomo sulla natura è una sfida che deve essere lasciata alla letteratura di genere, altrimenti le prossime statistiche sui decessi saranno ben più funeste delle attuali.