Ostaggi delle multinazionali, Feder Bio boccia il parere della Commissione Ue sulla nuova normativa OGM

Con un comunicato stampa, Federbio ha voluto esprimere la preoccupazione dei produttori biologici, degli agricoltori contadini e della società civile riguardo la posizione della Commissione Europea a favore di una nuova regolamentazione apposita per le nuove tecniche di manipolazione genetica che verrebbero così a non cadere più nell’attuale normativa sugli OGM.

Profonda preoccupazione.  Così si pronuncia Federbio riguardo la decisione della Commissione Europea di esprimersi in maniera favorevole alla creazione di una normativa appositamente studiata per regolamentare le nuove tecniche di manipolazione genetica, definite NGT o NBT, per sottrarle in questo modo alla normativa sugli OGM che già esiste in Europa.

La nuova normativa, inoltre, supererebbe anche la sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa proprio agli OGM.

In buona sostanza è questo quello che emerge dal comunicato stampa diffuso da Federbio: “dando un sostanziale via libera agli OGM di nuova generazione”, si legge,” la Commissione annuncia la resa di fronte alle pressioni delle industrie dell’agribusiness mettendo in discussione lo stesso principio di precauzione europeo”.

È notizia recente infatti che la Commissione Europea ha pubblicato uno studio relativo alle nuove tecniche di manipolazione genetica nelle quali queste tecniche, che nella sostanza producono OGM, vengono visti come possibili alleati per l’agricoltura sostenibile. Dopo l’allarme lanciato da Slow Food arriva adesso anche il comunicato da parte di Federbio secondo cui “si tratta di una grave minaccia per le piccole e medie produzioni locali e, in generale, per tutto il comparto delle produzioni biologiche di qualità che caratterizzano il made in Italy“.

Federbio ricorda come nella nuova documentazione prodotta dalla Commissione si ritrovino gli stessi claim pubblicitari con i quali 20 anni fa si erano proposti gli OGM e che, fa notare, ricordano troppo da vicino quello che ripetono continuamente le lobby industriali: “meno pesticidi, maggiori rese, adattamento al cambiamento climatico“.

Tra l’altro lo studio della Commissione Europea è stato pubblicato soltanto dopo che il Consiglio Europeo aveva richiesto espressamente che venisse reso pubblico. Nei fatti, come già espresso da Slow Food, si tratta di una effettiva deregolamentazione dato che “le nuove tecniche ricadono attualmente sotto la normativa degli OGM“, per cui c’è già una normativa e una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2018.

Dando il via libera alla deregolamentazione, la Commissione Europea sta aggirando nei fatti quanto stabilito proprio dalla Corte di Giustizia. Il nodo principale è che la deregolamentazione porterebbe a togliere tutta una serie di obblighi primo fra tutti quello di un’etichettatura chiara “la cui rimozione potrebbe privare consumatori del diritto di conoscere scegliere cosa stanno acquistando“.

Il comunicato di Federbio si conclude in questo modo: “Chiediamo che, di fronte a questa infausta apertura, i parlamentari europei e nazionali, e governi nazionali, regionali e locali si mobilitino immediatamente per impedire l’ingresso non dichiarato e la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Europa”.

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Nel comunicato viene anche fatto riferimento alla famosa transizione ecologica del New Green Deal: “una vera transizione ecologica si ottiene offrendo supporto all’agricoltura contadina, promuovendo l’agricoltura biologica e favorendo la cronologia, l’economia circolare, la filiera corta e non cedendo alle pressioni delle multinazionali e delle grandi corporazioni agricole”.

A maggio ci sarà comunque una discussione che riguarderà proprio lo studio e alla quale interverranno i ministri dell’UE al consiglio dell’Agricoltura e della pesca. In seguito, verrà indetta una seconda discussione con il Parlamento europeo e le parti interessate e anche una consultazione pubblica.