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Codacons contro decreto riaperture: “Discriminazione illegittima”

Codacons avvia insieme ai ristoratori e operatori del settore wedding un ricorso per annullare le discriminanti del decreto riaperture.

(pixabay)

Il 26 aprile (ieri, ndr), una buona percentuale di ristoranti e bar hanno riaperto al pubblico. Un decreto governativo varato la scorsa settimana ha consentito nelle regioni gialle la riapertura dei ristoranti, anche la sera, mantenendo comunque l’obbligo di rientro nella propria abitazione entro le 22.

Il cavillo al centro della discussione è la possibilità esercitare l’attività di ristorazione esclusivamente all’aperto. In parole povere solo i ristoranti ed i bar che hanno la possibilità di avere tavoli all’aperto possono servire alimenti, per tutti gli altri rimane il vincolo dell’asporto.

Codacons lancia un ricorso collettivo al TAR Lazio in favore dei ristoratori e degli operatori del settore wedding che sono stati penalizzati da quest’ultimo decreto.

“Le ultime disposizioni che regolano a partire dal 26 aprile la ripresa delle attività economiche sono incostituzionali nella parte in cui discriminano determinati esercizi limitandone orari e modalità di apertura al pubblico. E’ il caso dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto e che dovranno rimanere chiusi o limitarsi al take away e consegne a domicilio, o al settore dei matrimoni, per il quale il Governo non ha previsto ancora una data per la ripresa degli eventi.”, così Codacons spiega le proprie motivazioni in un comunicato stampa

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Codacons invita le categorie penalizzate ad unirsi al ricorso

(pixabay)

Il piano governativo prevede delle riaperture graduali, con la possibilità dal 26 aprile di esercitare all’aperto, e da giugno (se la situazione dei contagi non peggiora) di poter servire anche all’interno dei ristoranti e bar.

“Eppure sia all’interno dei ristoranti al chiuso, sia nei locali che organizzano cerimonie e matrimoni, è possibile garantire la sicurezza degli avventori ricorrendo al distanziamento, alla riduzione della capienza massima, a sale ad hoc per vaccinati e ad altre misure che permettano a tali attività di tornare a lavorare nel rispetto delle norme anti-Covid.”, continua il comunicato stampa.

Dal 26 aprile Codacons apre una finestra sul proprio sito per aderire al proprio ricorso al TAR nella Regione Lazio contro il decreto, appellandosi alla supposta illeggittimità delle disposizioni governative.

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Invita inoltre tutti i ristoratori e le categorie penalizzate dalle riaperture parziali a partecipare al webinar che avrà luogo il 28 aprile alle 16:30, dove i legali dell’associazione risponderanno a quesiti e dubbi dei partecipanti.

Pubblicato da
Giulia Borraccino