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Città d’Italia: la classifica delle più care. Non mancano le sorprese

Città d’Italia: la classifica stilata dall’Unione Italiana dei Consumatori porta alla luce lo scenario nel nostro paese. Tante le sorprese

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La classifica delle città d’Italia più care stilata dall’Unione Nazionale dei Consumatori ha fatto emergere un dato importante sulla qualità della vita. Che va di pari passo con gli indicatori economici. La graduatoria, basata sulle indicazioni Istat, prende ad esempio le primarie macro aree da tenere sotto controllo per arrivare ad un indicatore di costi. Non solo quella legata al turismo delle città, da tenere sotto controllo anche altri parametri che andiamo a scoprire.

Andiamo a scoprire nel dettaglio le città che nel 2020 che hanno fatto registrare gli aumenti maggiori. Partendo dai prodotti alimentari al servizio della ristorazione. Passando per quelli ambulatoriali e sulla scuola. Il quadro presentato dal rapporto Istat è davvero molto interessate e porta alla luce delle novità che non ci si aspettava.

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Prendendo in esame la macro area turismo scopriamo che per le strutture ricettive e para ricettive, con alberghi B&B ed altre categorie, si registrano degli aumenti sensibili a Cosenza (+4.2%) Terni (+3.6%) e Napoli (+3.1%). In attesa della bella stagione non si tratta proprio di una bella notizia, emergenza Coronavirus permettendo.

Città d’Italia, ecco la classifica delle più care

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Proseguendo la classifica per settori delle città d’Italia più care, possiamo prendere in considerazione altri parametri. Come per esempio quello dei prodotti alimentari. In questa graduatoria è stata Caltanissetta a far incrementare l’aumento dei costi maggiori (+4.2%) seguita da Trieste e Grosseto Trapani e Perugia. Da considerare che in questo caso non si tratta solo di città turistiche marittime.

Per quel che riguarda il settore della ristorazione è Grosseto ad avere questo triste primato con un incremento del 3.6% nonostante le limitazioni Covid. Seguono Pordenone e Trapani. Per i servizi ambulatori l’incremento considerevole è Cosenza (+5.1%), nel settore delle forniture di servizi invece c’è Gorizia che si piazza al primo posto con un +6% seguita da Napoli con un +5.6%.

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Nel settore scuola ed assistenza sociale i costi maggiori si riscontrano nelle emiliane Forlì e Cesena per il primo settore, e Messina per il secondo. Chiudiamo l’analisi dei costi nelle città con le tariffe amministrative ed i servizi funebri. In queste aree Palermo la più cara, con Livorno e Genova che seguono appena dietro.

Pubblicato da
Vincenzo Rea