Sicurezza alimentare, lo studio sulla listeria nei cibi europei

Gli esperti di EFSA, Ecdc e Anses hanno condotto un nuovo studio su alcuni ceppi di listeria monocytogenes, che sono molto diffusi nella catena alimentare dell’Unione Europea con conseguente pericolo per la sicurezza alimentare.

Sicurezza alimentare, lo studio sulla listeria nei cibi europei
Sicurezza alimentare, lo studio sulla listeria nei cibi europei (foto: pixabay)

La contaminazione da batteri di listeria non è la più frequente tra le infezioni alimentari in Europa ma, come confermato dal recente studio condotto da Anses, EFSA e Ecdc, alcuni ceppi sono particolarmente diffusi e colpiscono prevalentemente pesce crudo e affumicato.

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Il pericolo della contaminazione da listeria e la sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare, lo studio sulla listeria nei cibi europei
Sicurezza alimentare, lo studio sulla listeria nei cibi europei (foto: pixabay)

La listeria, o listeria monocytogenes, è una delle infezioni che possono colpire i prodotti alimentari. Non è un’infezione molto presente ma può essere molto pericolosa, soprattutto per chi è immunodepresso e per i soggetti anziani. Sono stati riscontrati poi pericoli anche per le donne in gravidanza.

Esce ora uno studio congiunto di esperti EFSA, Ecdc e Anses che ha messo a nudo quanto alcuni ceppi di listeria monocytogenes siano diffusi nella catena alimentare umana del territorio europeo. I ricercatori hanno condotto studi su 993 campioni di listeria: 580 erano di origine umana e 413 sono stati prelevati da diversi alimenti. Gli alimenti provenivano da 23 stati membri dell’Unione, mentre i campioni umani erano di soggetti residenti in tredici stati dell’Unione Europea.

I dati che emergono dallo studio mostrano i cibi che sono più esposti alla contaminazione da listeria monocytogenes: pesce crudo o affumicato, formaggi freschi e prodotti confezionati a base di carne.

La percentuale di pesce crudo e affumicato che risultato contaminato da listeria è particolarmente preoccupante in quanto si tratta dell’80% dei campioni, nei formaggi freschi la listeria è stata individuata nel 2% dei campioni mentre nei prodotti confezionati a base di carne siamo nel 10% dei campioni.

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Lo studio ha cercato di collegare la presenza della listeria nei campioni presi sugli esseri umani con quelli presenti sul cibo per cercare di individuare i casi in cui l’infezione è di origine alimentare. È stato poi riscontrato in un cluster con 30 campioni di origine umana e 56 di origine alimentare la presenza di un unico ceppo di listeria.

Questo dato specifico deve far alzare il livello di guardia della sicurezza alimentare sulle infezioni da listeria monocytogenes in quanto si tratta di un batterio con un’alta resistenza nella filiera produttiva e alimentare e che quindi può provocare focolai di epidemie multistato.