Depressione infantile, la tecnologia informatica interviene con nuovi programmi

Il 31,9% dei giovani tra i 12 ed i 18 anni soffre di disturbi ansiosi e depressivi.

bambino triste
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Negli ultimi decenni c’è stato un sensibile incremento di manifestazioni ansiose e depressive nella fascia di età tra i 12 ed i 18 anni.

I fenomeni ansiosi, come è facilmente intuibile, si sono acuiti durante l’anno di pandemia. La costrizione alla dimensione esclusivamente domestica e la privazione della socialità in presenza, hanno causato un aumento del malessere psichico generale negli adolescenti e pre-adolescenti.

L’Anxiety and Depression Association of America ha stimato che i disturbi ansiosi e depressivi colpiscono il 31,9% dei giovani nella fascia di età tra i 13 ed i 18 anni. Una cifra preoccupante.

Per questo motivo molti studi si stanno orientando verso la progettazione di sistemi usufruibili da remoto che possano agire sugli stati ansiosi e depressivi.

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Nuovi strumenti per incrementare il controllo inibitorio

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Il controllo inibitorio è la capacità dell’individuo di regolare il proprio comportamento. Nel manifestarsi dell’ansia e della depressione il soggetto perde, anche parzialmente, l’accesso a questa risorsa.

I ricercatori della Charles E. Schmidt College of Science della Florida Atlantic University hanno elaborato un sistema per alleviare le emozioni negative negli adolescenti. Hanno preso in esame la fascia di età fra gli 8 e 12 anni, che corrisponde a quella in cui si sviluppa la socialità e l’emotività.

Sono state utilizzate 16 sessioni di allenamento sul controllo inibitorio attraverso attività fruibili su pc o tablet. L’arco temporale della ricerca si è svolto in 4 settimane ed i campioni di riferimento sono stati suddivisi in 2 gruppi. Al primo sono stati sottoposti gli strumenti informatici di allenamento; al secondo, chiamato gruppo di controllo, non è stato fornito alcuno strumento.

I risultati sono stati rilevati attraverso l’esame della relazione tra manifestazioni ansiose ed elettroencefalogramma a riposo.

Dalla ricerca è emerso che il gruppo che ha portato avanti l’allenamento sul controllo inibitorio aveva episodi ansiosi e sentimenti negativi sensibilmente ridotti rispetto al gruppo di controllo.

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Le nuove generazioni sono abili sin dall’età infantile all’utilizzo della tecnologia, e se questa può essere un viatico per delle terapie sperimentali, perché no?