Crisi Alitalia: stipendi non pagati e crollo dei ricavi della compagnia

Crisi Alitalia, numeri allarmanti dopo oltre un anno di pandemia. L’allarme lanciato dai sindacati che fotografano una situazione critica

Crisi Coronavirus
Aeroporto vuoto (Foto Pixabay)

L’emergenza Coronavirus sta investendo tantissimi settori dell’economia italiana e mondiale da oltre un anno. Tanto che ad oggi si viaggia con perdite forti che si accumulano mese dopo mese per una crisi che ad oggi sembra davvero irreversibile. Tra lockdown e restrizioni, uno dei mondi particolarmente penalizzato resta quello dei trasporti. Il comparto “viaggi” resta completamente bloccato.

E a pagarne le conseguenze restano principalmente le compagnie aeree che hanno visto azzerare i loro profitti. Guardando in casa nostra non possiamo non sottolineare la situazione di Alitalia. Che per la verità era già difficile prima della pandemia, con una crisi che per mesi ha tenuto banco anche sull’agenda del governo precedente a quello di Draghi. Che in queste settimane rimane occupato principalmente nella ricerca di sussidi ed aiuti per le imprese del paese.

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Quella della compagnia di bandiera resta una crisi quasi irreversibile, ingigantita oltremodo dall’emergenza Coronavirus che ha portato al quasi completo collasso di interi settori economici che basavano il grosso degli introiti dal settore turismo.

Crisi Alitalia, l’allarme dei sindacati

Crisi Coronavirus
Atterraggio aereo (Foto Pixabay)

La crisi dell’Alitalia è stata accentuata dall’emergenza Coronavirus. A confermare i dati pessimi del 2020 e di questo inizio 2021 sono fonti sindacali. Che annunciano anche il ritardo del pagamento degli stipendi dei dipendenti, oltre che l’assenza di comunicazioni sulle buste paga. Il 2020 ha confermato numeri fallimentari con il crollo dei ricavi di oltre due miliardi.

Il DG dell’azienda Giancarlo Zeni ha affermato i disastri del 2020, con un calo nelle entrate del 90% che è paragonabile a 2 miliardi e 40 milioni di perdita. A margine del convegno “Rilancio del trasporto aereo nel mondo post Covid” ha fornito dei numeri poco incoraggianti.

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Zeni ha anche confermato che i dati sul 2021 restano in linea con quelli dell’anno precedente. E che al momento non è ipotizzabile una ripresa per il comparto che resta fortemente penalizzato dal divieto degli spostamenti anche tra regioni degli stessi paesi.