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Da quando è iniziata la pandemia, la violenza sulle donne ha conosciuto una crescita record

Le violenze domestiche sono aumentate in modo vertiginoso. 

(pixabay)

Le pari opportunità.

Discorso controverso ed a volte liquidato con troppa semplicità. Le università ed i corsi di avviamento professionale sono pieni di presenze femminili, ma quando si parla di introduzione nel mondo del lavoro può subentrare l’ostacolo di genere.

Le istituzioni portano come fiore all’occhiello le presenze femminili, la politica continua a farne una battaglia simbolo. Eppure, le statistiche che vediamo uscire in merito ogni anno rilevano in modo inequivocabile come i ruoli apicali rimangono a maggioranza maschile.

Ma non è solo il mondo lavorativo ad essere coinvolto.

Quando si parla di pari opportunità si potrebbe riflettere sul significato del termine. Con “opportunità” generalmente ci si riferisce al campo professionale, ma il focus andrebbe esteso anche alle opportunità di vita, tempo libero, accrescimento personale.

La pandemia non ha fatto altro che esasperare una disparità con cui ci confrontiamo ormai da millenni.

In vista della Giornata internazionale della donna, celebrata l’8 marzo, la Commissione Europea ha steso una relazione sulla parità di genere nell’Unione Europea. Il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro in conseguenza alla pandemia è dello 0,8% per le donne a fronte dell’1,4% per gli uomini.

La vita privata ai tempi del Covid ha incrementato il carico di lavoro domestico femminile. Complice dad ed asili chiusi, le statistiche rilevano che l’impegno da parte delle donne per la cura dei figli è di 62 ore, mentre quello degli uomini è di 36, e per la gestione della casa 23 ore settimanali a fronte delle 15 maschili.

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(pixabay)

Un’indagine portata avanti dalle Nazioni Unite e dal CEPOL (accademia europea di polizia) nel luglio 2020 ha rilevato un incremento delle violenze domestiche sulle donne.

La tensione derivata dalla pandemia e la costrizione alla convivenza 24h del lockdown sono state le cause principali del fenomeno. Le donne avevano minor possibilità di richiedere soccorso o di cercare un sostegno esterno da famigliari o amici. Il fenomeno è stato definito “pandemia ombra”.

In Italia l’aumento è stato vertiginoso. Le chiamate di supporto al numero verde istituzionale sono aumentate del 73% nel periodo dal 1° marzo al 16 aprile 2020 (ISTAT 2020). Le violenze sono perdurate anche dopo la fine del lockdown. Ad agosto le autorità giudiziarie italiane hanno registrato un aumento delle denunce dell’11% rispetto all’anno precedente.

La criticità aumenta per le donne che in quest’anno hanno cercato un rifugio alternativo alla propria abitazione per evitare gli abusi domestici. I Centri Antiviolenza sono stati molto attivi, ma gli alloggi alternativi a disposizione non erano sufficienti a colmare le richieste. Le istituzioni stanno provvedendo in tal senso.

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Nel frattempo si segnala il canale più rapido ed efficace per denunciare gli episodi di violenza in famiglia. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha attivato il numero verde 1522 che raccoglie 24h chiamate per abusi sulle donne e stalking.

Pubblicato da
Giulia Borraccino