Il bio occupa, nel panorama dei Paesi UE, uno spazio che sta lentamente aumentando e, dal 2012 al 2019, l’agricoltura biologica è cresciuta del 46%, occupando ora quasi 13.8 milioni di ettari.

In Italia, la superficie destinata al bio o in fase di riconversione si attesta a quasi 2 milioni di ettari.

Agricoltura biologica: i numeri Paese per Paese

I dati Eurostat fotografano una situazione molto variegata all’interno dell’UE. Alcuni Paesi europei, come Svezia, Estonia e Austria, dedicano al bio una superficie superiore al 20% del totale della superficie coltivata. In Italia la percentuale è del 15,2%. I Paesi con la superficie minore sono Paesi Bassi (3,7%), Polonia (3,5%), Romania (2,9%), Bulgaria (2.3%), Irlanda (1.6%) e Malta (0.5%). Tenendo conto che la media nell’UE è 8,5 %, l’Italia si colloca in una buona posizione.

Sempre in Svezia si trova anche la produzione maggiore di cereali e verdura fresca da agricoltura biologica (6.6%).

I dati Eurostat mostrano anche come, nell’ambito del bio, anche l’allevamento sia in crescita. In Austria, per esempio, nella regione di Salisburgo quasi la metà dei terreni destinati al bio è dedicata all’allevamento. In Italia, spicca sicuramente la Calabria con il suo 29% di terreni destinati all’allevamento bio.

Il presente e il futuro del bio in Europa 

Nel calcolo delle aree coltivate a bio, i dati tengono conto sia dei terreni attualmente destinati all’agricoltura biologica, sia quelli che sono in fase di riconversione. Il periodo di riconversione per i terreni agricoli è di 2-3 anni, motivo per cui, negli anni a venire sarà possibile notare un ulteriore aumento nelle percentuali delle aree effettivamente certificate bio.

Quello che risulta evidente dai dati è che, seppur con velocità di crescita diverse, i Paesi dell’UE stanno dedicando uno spazio sempre più ampio al bio, che nel suo insieme occupa ora l’8,5% del totale dei terreni coltivati.