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Chi sperava che i lockdown nazionali adottati da moltissimi paesi in tutto il mondo per contrastare la diffusione del coronavirus, potessero contribuire e ridurre l’inquinamento del pianeta, è destinato a restare deluso.

Il livello di CO2 nell’aria continua infatti a crescere come nulla fosse.

Ad affermarlo, il bollettino annuale pubblicato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Nel report viene infatti messo in rilievo che il blocco della produzione e dello spostamento delle merci non ha prodotti gli effetti che in molti speravano. 

Il consistente aumento che si era registrato lo scorso anno, quando è stata superata la soglia di 410 particelle per milione, è continuato anche in questi mesi, e il nostro futuro su questo pianeta sembra sempre più in pericolo. L’agenzia delle Nazioni Unite sostiene comunque che durante i lockdown, le emissione globali prodotte dalle grandi industrie si sono ridotte fino al 17 per cento.

Ma l’OMM fa comunque notare che le concentrazioni di CO2 non possono diminuire in quanto sono il risultato di emissioni che si sono accumulate nel tempo.

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Qualche dato positivo per il nostro paese su questo tema però esiste.

A causa infatti delle misure restrittive che hanno bloccato produzione e mobilità, le emissioni di gas serra quest’anno saranno inferiori del 9,2 per cento rispetto al 2019.

I dati sono stati pubblicati dall’istituto Ispra. Va però anche chiarite che queste riduzioni purtroppo non vanno letti come un’inversione di tendenza nella lotto all’inquinamento. E come fa infatti notare Ipsra nel suo studio c’è invece “necessità di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo”.

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