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Ad inizio settimana, la Banca Centrale Europea (BCE) ha dichiarato di voler esaminare nuovamente la sua strategia di politica monetaria. Così come sta già facendo la statunitense Federal Reserve, metterà al vaglio inflazione e pacchetti azionari.

E’ inutile negare come gli strumenti attuali utilizzati dalle banche centrali non hanno portato i frutti sperati. L’inflazione resta al di sotto degli obiettivi prefissati e la crescita economica è praticamente stagnante.

Per controllare l’inflazione, sia la FED che la BCE utilizzano a riduzione dei tassi d’interesse; purtroppo, tale politica monetaria non è stata efficiente negli ultimo biennio. Per questo motivo, la BCE sta vagliando la possibilità di trovare altre soluzioni efficaci, includendo ad esempio il cambiamento climatico nei suoi modelli economici.

“Dobbiamo comprendere di più le aspettative delle persone e ascoltare le loro preoccupazioni sull’economia”, ha affermato Christine Lagarde, presidente della BCE. Insomma, la Lagarde vuole fare la stessa cosa che sta facendo la FED dallo scorso anno: ascoltare. Quindi, un’ammissione di colpa da parte delle banche centrali su strategie economiche sbagliate? Oppure l’economia globale è cambiata a tale punto che gli attuali strumenti sono diventati inutili?

Frank Nothaft, ex economista della FED e attuale capo di CoreLogic, ha dichiarato: “Credo che siano entrambe le cose. Le banche centrali ci hanno messo troppo a riconoscere la crisi finanziaria, ma alla fine sono riuscite ad ampliare il loro kit di strumenti. Ogni tot di anni, aggiornare o rivedere le propri strategie è una pratica utile”.

Secondo alcuni analisti economici, pensare di tenere bassa l’inflazione utilizzando la tecnologia per aumentare la produttività è una pratica errata. Attualmente, non esiste neanche lo spazio sufficiente per esercitare pressioni su salari e prezzi. Le revisioni di FED e BCE dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno.