JPMorgan
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Le banche francesi sono riuscite ad offrire ai propri azionisti investimenti tale da competere con quelli di JPMorgan Chase JPM e Citigroup. Nel 2019, le scorte della banche statunitensi hanno generato rendimenti complessivi pari al 17,1%, mentre quelle europee si sono fermati al 5,5%. Le uniche due eccezioni sono Crédit Agricole e BNP Paribas, che hanno rispettivamente generato un rendimento totale del 32 e del 27,8%.

Non è un mistero che il settore bancario europeo non sia particolarmente amato dagli investitori, e per un motivo ben preciso: le banche sono più piccole rispetto a quelle statunitensi a causa di un patchwork normativo dell’UE che limita il consolidamento transfrontaliero.

Poi c’è la questione dei tassi d’interesse molto bassi o addirittura negativi, unita anche ad una crescita molto lenta, una regolamentazione troppo restrittiva. In questa situazione, concorrere con le banche statunitensi è veramente difficile. Secondo una stima fatta lo scorso anno, le banche europee avrebbero bisogno di una capitalizzazione di 134 miliardi di euro entro il 2027 per poter diventare più competitive.

Nonostante l’evidente difficoltà, le banche francesi si sono posizionate in cima. Grazie alla forte economia nel Paese transalpino, BNP Paribas e Crédit Agricole sono riuscite a mantenere i loro modelli di business a favore degli investitori. I ricavi sono cresciuti, i costi si sono ridotti, il capitale è aumentato, così come i dividenti per gli azionisti.

Le dimensioni di BNP Paribas sono notevoli rispetto alla maggior parte dei suoi pari, con profitti e entrate costanti. Il rendimento di patrimonio netto tangibile si è assestato al 10,3% fino a settembre 2019.  Crédit Agricole, nonostante abbia dimensioni di circa la metà rispetto a BNP, offre non solo i classici servizi bancari, ma anche assicurazioni e fondi comuni di investimento. A fine settembre 2019, la banca presentava un coefficiente di capitale di classe 1 dell’1,7%.