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Il regime forfettario per i lavoratori autonomi avrà nuovi paletti, che causeranno l’uscita di 10.000 di loro dal regime fiscale agevolato. Quindi, niente flat tax per le Partite IVA.

Secondo uno studio dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, sono coloro che hanno aperto una Partita IVA nel 2019 contemporaneamente al reddito derivato da lavoro dipendente o assimilato. In poche parole, nella norma fiscale i nuovi requisiti affermano che tali redditi non devono superare i 30.000 euro.

All’interno dell’analisi fatta dall’Osservatorio, sono 554.902 coloro che aderiranno al nuovo regime, di cui 285.333 lavoratori autonomi che hanno optato per il nuove regime forfettario nelle dichiarazioni IVA datate aprile 2019, mentre i restanti 269.569 hanno aderito a dicembre. Rispetto al 2018, il saldo è positivo (+11%, circa 40.000 soggetti). Guardando le fasce d’età, sono i soggetti oltre i 65 anni e i lavoratori adulti a determinare tale aumento, rispettivamente con un +25,8% e un +19,7%.

L’andamento per settore economico parla di un aumento considerevole in quello dei servizi medico-sanitari (+274%), professionali, scientifiche e tecniche (+48%). Invece, per ciò che concerne la vera e propria convenienza del nuovo regime forfettario, l’Osservatorio Statistico ha osservato quanto l’incremento di 40.000 unità dipenda dall’assenza della soglia, la quale è stata introdotta dalla Legge di Bilancio.

In base al tetto massimo di 30.000 euro da lavoro dipendente e assimilato, saranno 10.000 i lavoratori a cui non converrà più svolgere un’attività autonoma. Entrando nei dettagli, i pensionati over 65 neoiscritti al nuovo regime forfettario a cui non converrà più arrotondare la pensione saranno circa 3.500, mentre saranno in 4.000 gli autonomi tra i 51 e i 65 anni che presentano un reddito superiore a 30.000 euro all’anno.