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Per “zone franche urbane” si intendono determinate zone, che possono essere un quartiere o una circoscrizione con massimo 30.000 abitanti, in cui il governo decide l’attuazione di investimenti volti alla creazione di piccole o micro imprese. Può essere realmente considerato un vero e proprio processo volto alla rivitalizzazione economica. Solitamente, i dettagli considerati per dichiarare una zona franca urbana, di natura prettamente economica, sono:

  • Numero di abitanti per quartiere.
  • Numero di disoccupati.
  • Numero percentuale delle persone che hanno anticipatamente terminato il percorso di studio.

La cosa più importante dell’iniziativa “zona franca urbana” è il regime di esonero contributivo e fiscale messo in atto dal governo a favore di piccole imprese con massimo 50 dipendenti. Alle aziende viene fatto obbligo l’assunzione del 30% di personale residente nei quartieri che sono stati classificati come zone franche urbane.

Allo stato attuale, le zone dichiarate franche urbane su tutto il territorio italiano comprendono:

  • La zona Franca dell’Aquila istituita con il decreto legge del 28 aprile 2009. Le zone oggetto sono quelle colpite dal terribile terremoto del 2009.
  • Con il decreto Sviluppo del 2012, le agevolazioni fiscali sono andate anche a favore di tutte le imprese che risiedono sul territorio appartenente all’obiettivo Convergenza: Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.
  • L’agevolazione fiscale è stata allargata anche ai comuni che si trovano nella provincia di Carbonia Iglesias.
  • In Emilia Romagna è presente una zona franca urbana, per l’esattezza tutte quelle zone che sono state colpite dal terremoto del 2012 e dall’alluvione del 2014.
  • In ultimo, una zona franca si trova in Lombardia, ossia quella parte di territorio in cui sono locati i centri storici e abitati dei comuni del Mantovano, colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012.