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La Banca Ifis ha rilasciato le sue previsioni in merito ai crediti deteriorati durante l’Npl meeting: nel 2019 l’ammontare dalla vendita di portafogli in sofferenza da parte delle banche italiane sarà di 46 miliardi di euro, mentre quello delle inadempienze probabili (utp) sarà di 29 miliardi di euro.

Invece, per il prossimo anno, gli npl che saranno venduti ammonteranno a 43 miliardi di euro. La vendita sarà un aiuto importante per gli istituti bancari nostrani, i quali avranno la possibilità di conseguire gli obiettivi di npl ratio stabiliti dalla Banca Centrale Europea. Il settore delle costruzioni è quello più in difficoltà: il tasso di deterioramento dei prestiti è al 7,6%, molto al di sopra di quello pre-crisi, il quale era al 2,1%.

Anche se le banche italiane sono riuscite a ridurre gli npe (esposizioni non performanti), i tassi restano ancora elevati rispetto alla media europea. Attualmente, sono al terzo posto, precedute da quelle della Grecia (41%) e del Portogallo (10%), ma ancora indietro rispetto a Germania e Francia, rispettivamente all’1 e al 3%.

Dal 2015 ad oggi, i crediti deteriorati ceduti dalle banche italiane ammontano a 173 miliardi di euro. Secondo Banca Ifis, restano ancora 168 miliardi da smaltire.

Luciano Colombini, Amministratore Delegato di Banca Ifis, ha dichiarato: “Gli investitori potranno ottenere ritorni interessanti dal mercato npl nel medio termine. Per alcune tipologie di asset class, il prezzo dei crediti in sofferenza sarà stabile o addirittura in leggero aumento. Invece, per i nuovi crediti in sofferenza è previsto un miglioramento in termini di minore anzianità e documentazione. Per quanto riguarda le cartolarizzazioni, con o senza Gacs, gli investimenti potranno essere effettuati con differenti profili di rischio”.