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Giuseppe Conte scende dalle nuvole in cui è stato fino ad ora e ammette che l’evasione fiscale è il male primordiale che minaccia l’economia italiana e, per questo motivo, va combattuta strenuamente. Semmai, il problema sono modi e termini con cui farlo.

Nel frattempo, circolano voci piuttosto preoccupanti sull’intenzione da parte del governo di tassare, non il contante, ma anche la bolletta della luce. Se una decisione del genere venisse inserita nella prossima manovra fiscale, per i contribuenti italiani, già sufficientemente tartassati, costituirebbe uno smacco amarissimo.

Quindi, dopo il canone RAI inserito da Renzi nel 2015 all’interno della bolletta della luce, quali altri “escamotage” si inventerà il governo?

Per chi non lo ricorda, lo scorso anno il governo gialloverde, su volontà da parte di Salvini e la Lega, impose la riscossione della Tari tramite la bolletta della luce ai cittadini residenti nei comuni in totale dissesto finanziario. Inoltre, l’imposizione fu anche giustificata dal fatto che, soprattutto al Sud Italia, un cittadino su due riesce a sfuggire al pagamento dell’imposta, cosa che gravava enormemente sulle casse degli enti locali e impediva la regolare raccolta dei rifiuti urbani.

Da qualche anno, il bollo auto è indicato come possibile “ospite” della bolletta della luce. Ogni anno, le entrate a favore delle regioni ammontano a circa 7 miliardi di euro. Il problema, a differenza del canone RAI, è il calcolo dell’importo il quale, se è uguale per tutti nel caso del canone, differenzierebbe per quanto concerne Tari o bollo auto. Il primo è vincolato ai criteri di calcolo imposti dalle amministrazioni locali, mentre il secondo va in base ai Kw di potenza del veicolo. Poi, come andrebbe considerato l’addebito del bollo auto: sul singolo intestatario o su tutto il nucleo familiare?